Il presidio
I dipendenti della Texprint davanti al Tribunale: "Vogliamo lavorare"
Protesta dei lavoratori che si oppongono agli operai licenziati: "Siamo ostaggio della vertenza sindacale". L'azienda smentisce l'aggressione con l'acido a un pachistano, che però conferma e denuncia
PRATO. Alcune decine di dipendenti della stamperia Texprint di via Sabadell hanno manifestato oggi, 26 aprile, davanti al Tribunale in risposta alla manifestazione che sabato 24 ha portato in piazza delle Carceri centinaia di persone a sostegno della vertenza dei dipendenti licenziati dall'azienda, dopo tre mesi di sciopero e un picchetto promosso dal sindacato Si Cobas davanti alla Texprint.
I dipendenti hanno esposto alcuni striscioni bianchi stampati nella stessa azienda e sostengono che l'episodio denunciato sabato dai lavoratori in sciopero e dal sindacato non è mai avvenuto. Un dipendente della Texprint ha raccontato di essere stato raggiunto a un braccio dal lancio di un liquido urticante che gli ha provocato una leggera ustione. Si è poi fatto accompagnare all'ospedale dove gli è stato rilasciato un referto di cinque giorni. Oggi il dipendente pachistano, Khalid P., 42 anni, conferma la sua versione dei fatti e mostra il referto, puntando il dito contro uno dei soci della Texprint, che secondo i lavoratori non sarebbe nuovo a gesti del genere. La presunta aggressione sarebbe avvenuta alle 12,30 di sabato.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.40200066:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.40200066:1652953325/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
In un comunicato diffuso ieri l'azienda smentisce "questa vile messa in scena, che sarà oggetto di documentata denuncia alla Procura della Repubblica di Prato. Si tratta infatti di accuse gravissime, del tutto infondate, gravemente diffamatorie e calunniose (attesa anche la “denuncia” fatta pubblicamente dal palco)". L'azienda sostiene di avere riprese video che confermano la propria versione dei fatti (video peraltro non disponibili per la stampa). Il dipendente invece conferma l'accaduto e oggi presenterà una denuncia in Questura.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.40196420:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2021/04/25/news/texprint-600-in-piazza-e-lite-dentro-l-azienda-1.40196420]]
Davanti al Tribunale una dipendente amministrativa della Texprint ha ribadito le accuse dell'azienda ai lavoratori licenziati ma ha chiesto di non pubblicare il proprio nome perché, dice, ha paura di ritorsioni. Stesso discorso per un addetto alla manutenzione. I lavoratori che difendono le ragioni dell'azienda protestano perché si sentono ostaggio dell'azione sindacale. Sono quasi tutti di nazionalità cinese, ma nessuno di loro ha accettato di rilasciare dichiarazioni. Solo una dipendente cinese ha detto qualche parola, ma poi ci ha ripensato e ha detto che non aveva intenzione di parlare.
"Il getto di acido è avvenuto “a freddo” - si legge in una nota del sindacato Si Cobas - e da dietro alla recinzione che circonda il cortile dell’azienda. Khalid era fuori, e prima di ricevere l’acido non ha né proferito né udito alcuna parola. Nessun diverbio. Chiediamo alla politica, alle istituzioni ed in primis alla Giunta Comunale di condannare questo episodio gravissimo ed inquietante. La sicurezza di chi denuncia lo sfruttamento deve essere tutelata".
"Apprendiamo intanto che la Texprint, in un disperato tentativo di ribaltamento della realtà, ha nuovamente annunciato il deposito in Procura di “materiale probatorio” sulle presunte “condotte criminose” dei lavoratori. Non dicono di cosa si tratti, perchè è evidente che si riferiscano semplicemente al presidio ai cancelli e ai blocchi dei camion merci. Ormai la Texprint utilizza lo strumento dell’esposto in Procura al posto di quello della “conferenza stampa” (in tre mesi, quante?). L’unico obiettivo, ancora una volta, è ottenere qualche eco sulla stampa con roboanti quanto fumose accuse ai lavoratori… e senza sottoporsi alla prova di alcuna domanda (l’ultima volta, in piazza Comune, è stata una debacle). Forse la Texprint non sa che i video di queste iniziative sono in abbondanza disponibili (a tutti, e quindi anche alla Procura) sulla pagina Facebook del sindacato dove spesso trasmettiamo “in diretta” lo sciopero. Noi, a differenza loro, non abbiamo niente da nascondere e rivendichiamo da sempre, apertamente, il diritto a difendere pacificamente i diritti e la dignità umana dallo sfruttamento e di esercitare pienamente il diritto costituzionale di sciopero".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
