Vigili e custodi vestiti “col trucco”: in nove a giudizio
Ci sono anche due pratesi tra gli amministratori delle ditte che secondo il gup pilotavano gli appalti per la fornitura delle divise
PRATO. Un cartello di imprese si spartiva le gare per la fornitura di divise e abbigliamento da lavoro agli enti pubblici, in particolare ai corpi di polizia municipale, in modo da consentire agli imprenditori di evitare la concorrenza, arrivando anche a influenzare a proprio favore la predisposizione dei bandi.
È l’accusa ipotizzata nell'inchiesta, condotta dalla Finanza, per associazione a delinquere e turbativa d'asta della procura di Firenze, che ha chiesto e ottenuto dal gup il rinvio a giudizio di tre società e nove imprenditori. Il giudice Agnese Di Girolamo ha disposto il rinvio a giudizio per l'azienda pratese Confezioni Gim snc, per la confezioni Orsi snc di Empoli e per la Galleria dello sport di Firenze. Sul banco degli imputati finiscono anche Paolo e Alberto Gaggii, amministratori della Confezioni Gim e Marco Orsi, titolare della Confezioni Orsi. E poi Rolando, Riccardo e Mattia Gabellini, amministratori della Galleria dello Sport, Mirko Martini, procuratore speciale della Kaama srl di Imola, Fabio Givogore, socio amministratore della Rochelle snc, con sede nel Torinese, e Marco Labellarte, amministratore della Brumar srl di Asti.
Tra gli episodi contestati dal pubblico ministero Leopoldo De Gregorio, l’aggiudicazione da parte della Confezioni Gim, il 9 ottobre del 2018, della gara per la fornitura delle divise al personale in servizio al museo Galleria dell’Accademia di Firenze. Per l’accusa, la ditta di Prato sarebbe stata il vincitore predeterminato, previo un accordo di spartizione con la Galleria dello sport e con la Confezioni Orsi. Tra i bandi finiti al centro delle indagini nel corso degli anni, quello per le forniture di divise ai dipendenti dell’Opera primaziale pisana, e quelli di fornitura di divise alla polizia municipale di Firenze, di Siena e di Massa.
Ieri, sempre nel corso dell'udienza preliminare, una dipendente del Comune di Cecina (Livorno), Benedetta Fornai, è stata assolta in abbreviato con la formula "per non aver commesso il fatto". Per Fornai, difesa dall’avvocato Marco Talini, l'accusa, considerata del tutto inconsistente dal gup, era quella di essersi adeguata alle indicazioni degli imprenditori nelle predisposizione di un bando per la fornitura delle divise alla polizia municipale di Cecina. Sempre il gup ha prosciolto dalle accuse una dipendente del Comune di Siena, e Gemma Bromo, indagata in qualità di comandante della polizia municipale di Castiglione della Pescaia (Grosseto).
La posizione di un’altra indagata, fiorentina, è stata invece stralciata per un impedimento dovuto a motivi di salute. Per le nove persone rinviate a giudizio e per le tre società la prima udienza del processo è fissata per il 14 settembre 2021 davanti al tribunale di Firenze.
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