Il Tirreno

Prato

Sacchi rossi lasciati per giorni e la privacy va a farsi benedire

Vezio Trifoni
Sacchi rossi lasciati per giorni e la privacy va a farsi benedire

Proteste sulla raccolta rifiuti dei cittadini positivi al covid 

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PRATO. Non funziona la raccolta rifiuti delle persone positive al Covid e da diverse periferie pratesi arrivano proteste e segnalazioni di disservizi, soprattutto ritardi nel ritiro. Ma c’è anche l’aspetto della privacy. Basta avere il tampone positivo per ricevere il famigerato “sacchetto rosso” con fascette per la chiusura, in maniera da differenziarlo rispetto alle persone non positive. Ma la task force creata da Alia per la raccolta Covid funziona male: i sacchetti rossi, che dovrebbero essere ritirati durante la notte, rimangono per strada per giorni e così nella casa, nel condominio o nell'appartamento la persona positiva può essere identificata molto facilmente. Un altro aspetto è anche quello che non si possono utilizzare gli spazi in prossimità del rifiuto rosso. Tra le principali raccomandazioni, l'Istituto superiore di sanità contempla che i rifiuti sanitari con rischio infezionedebbanoessere sterilizzati. Ma si può in un’abitazione sterilizzare i rifiuti? Se non è possibile resta la raccomandazione che i rifiuti non vengano più differenziati e che si utilizzino guanti monouso per confezionarli in due o più sacchetti resistenti posti uno dentro l'altro e gettati nel cassonetto per la raccolta indifferenziata (con particolare attenzione ai taglienti). La soluzione che Alia ha fatto applicare è il confezionamento dei rifiuti utilizzando almeno due sacchi neri, uno dentro l’altro, e successivamente inserirli in uno dei sacchi rossi. «Appena il mio tampone è risultato positivo Alia, su comunicazione dell’Asl, ha fermato la raccolta dei miei rifiuti e mi hanno mandato dei sacchetti rossi, con nastro adesivo per la chiusura – spiega Luca, positivo al tampone – Mi hanno detto di lasciarli insieme agli altri tipi di spazzatura indicandomi due giorni: il mercoledì e il sabato non prima delle 22, perché sarebbero passati a ritirarli di notte, per fare in modo che i sacchetti rossi fossero rimasti sotto casa il meno possibile. Io li ho lasciati mercoledì scorso e sono ancora lì. Tra l’altro io non posso scendere perché sono in quarantena, quindi devo spruzzare lo spirito o l’igienizzante e affido il rifiuto a una persona per portarlo dalla parte opposta a quello indifferenziato». La stessa situazione è stata riscontrata in diverse frazioni di Prato da Cafaggio, a Iolo e Mezzana. Ma è sorta anche un’altro problema per lla raccolta nel centro storico: viene fatta a mano e succede che i sacchetti rossi siano insieme a quelli indifferenziati con il rischio per gli operatori in servizio che, non essendoci il bidone, devono prendere il rifiuto con le mani e rischiare di contagiarsi. —

Vezio Trifoni

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