Italia
Effetto Covid sulla criminalità Reati diminuiti del 10 per cento
In occasione della festa della polizia la Questura ha diffuso i dati dell’ultimo anno Con le restrizioni ai movimenti sono calati drasticamente furti, scippi e rapine
prato. Una delle pochissime conseguenze positive, se non l'unica, delle restrizioni imposte per limitare la pandemia Covid, oltre alla diminuzione dell'inquinamento atmosferico, è stata la diminuzione dei reati. Lo confermano i numeri diffusi ieri in occasione del 169° anniversario della polizia, dalla Questura di Prato.
Complessivamente in provincia di Prato, nel periodo compreso tra il 1° aprile 2020 e il 31 marzo 2021, i reati denunciati alla polizia sono stati 3.024 rispetto ai 3.355 dello stesso periodo dell'anno precedente, con una diminuzione assoluta di 331 e in percentuale del 9,86%.
Ci si poteva aspettare un calo ancora più marcato, visto che nel primo semestre 2020 la Direzione centrale della polizia criminale aveva stimato per l'Italia una diminuzione del 32,3% rispetto al primo semestre 2019 (e per l'intero anno si stimava un calo di circa il 20%), ma evidentemente con l'allentamento dei divieti anche i ladri hanno ricominciato a circolare e si sono rifatti in parte del tempo perduto.
In provincia di Prato la diminuzione ha riguardato soprattutto i furti, che sono passati da 1.165 a 948 (-18%), e in particolare gli scippi, una "eccellenza" pratese negli anni scorsi, che si sono dimezzati da 42 a 21, e i furti con destrezza, da 174 a 75 (-56%), ma anche i furti sulle auto in sosta, da 173 a 116 (-33%), mentre si registra un leggero aumento dei furti in abitazione, da 217 a 223 (+2%).
Segna il passo anche un altro reato come le rapine che negli anni scorsi ha proiettato spesso Prato nelle prime posizioni delle statistiche criminali. Le rapine totali sono passate da 108 a 95 (-12%) e quelle sulla pubblica via (spesso furti con strappo un po' più violenti) sono passate da 82 a 56 (-31%). Un tempo le rapne in banca erano quasi all'ordine del giorno, mentre ora quella casella presenta uno zero: non ne è stata denunciata nemmeno una alla polizia in 365 giorni.
Sembra confortante anche il dato sulle violenze sessuali denunciate, che si dimezzano passando da 12 a 6, ma altri indicatori dicono che la violenza più in generale sulle donne non si è fermata durante il lockdown.
Coi criminali confinati in casi ci si sarebbe potuti attendere un aumento dei reati informatici, ma questo è solo in parte vero, perché aumentano i delitti informatici da 29 a 43 (+48%), ma calano le truffe e le frodi informatiche da 190 a 158 (-17%).
«Anche in questo periodo di difficoltà e sofferenza collettivi – commenta il questore Giuseppe Cannizzaro, che ieri mattina insieme alla prefetta Adriana Cogode ha deposto una corona alla lapide che ricorda i caduti della polizia davanti alla Questura – non è mancato l’elevato senso di responsabilità e lo spirito di abnegazione che quotidianamente contraddistinguono il lavoro delle donne e degli uomini della polizia di Stato che operano nella provincia di Prato. L’Istituzione della polizia di Stato sta facendo sentire la vicinanza alla collettività e rimane sempre in prima linea nel soddisfare le aspettative, mai come in questo momento bisognose di un rapido e fermo riscontro da parte di tutti gli attori impegnati in questa sfida epocale». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
