Addio a Biondi, colonna portante della Squadra mobile di Prato
Il sovrintendente capo originario di Pistoia ma da una vita a Prato si è spento all'età di 56 anni. Era il volto scanzonato della Questura, sempre sul pezzo nella lotta allo spaccio
PRATO. Alessandro Biondi è morto nel giorno in cui la polizia festeggia la sua fondazione. Una festa amara per la Questura di Prato, che perde una delle sue colonne portanti, il volto scanzonato della Squadra mobile, memoria storica di tutto quello che di importante è successo a Prato sul fronte del crimine negli ultimi trent'anni e più. Biondi aveva 56 anni, era sovrintendente capo, originario e residente a Pistoia, ma dalla fine degli anni Ottanta in servizio a Prato, prima alle volanti quando ancora il Commissariato era in via Baldinucci, poi quasi subito alla Squadra mobile, sezione narcotici, dove è rimasto per tutto questo tempo.
Alessandro Biondi, come tutti quelli che fanno quel tipo di lavoro, non lo vedevi quasi mai in divisa, se non appunto il giorno della festa della polizia quando gli veniva concesso uno dei tanti encomi che tappezzano la parete del suo ufficio. Ma ormai era una faccia conosciuta tra chi delinque perché le strade di un poliziotto e di un criminale si incrociano più volte nel corso degli anni. E perfino rispettato, tanto che dicono che alcuni di quelli che aveva arrestato sono stati tra i primi a chiamare in Questura quando si è diffusa la notizia della sua morte, nella serata di sabato 10 nella sua casa di Pistoia, conseguenza di un melanoma operato anni fa.
La cosa più frequente che dicono quelli che hanno lavorato con Alessandro è che "era sempre sul pezzo". Fino all'ultimo, fino allo scorso 5 gennaio quando, già malato, era in macchina coi colleghi per arrestare un carrozziere di Montemurlo che teneva 263 dosi di cocaina in officina. Fu la sua macchina a essere speronata durante il tentativo di fuga.
Un paio di anni fa aveva sposato la collega Silvia Cascino, ora vice questore a Lucca, che aveva conosciuto nel 2015 quando la futura moglie era commissario e fu assegnata alla Questura di Prato come primo incarico. Tra i primi a darle un abbraccio a nome di tutta la Questura, esteso ai due figli nati dal primo matrimonio di Alessandro, è stato Francesco Nannucci, ora capocentro della Dia a Firenze ma a lungo capo della squadra mobile di Prato che con Biondi era cresciuto.
I funerali saranno celebrati domani, 12 aprile, a Pistoia.
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