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L’emergenza coronavirus 

Covid, doccia fredda su Prato: 200 casi In provincia l’incidenza peggiore d’Italia

Paolo Nencioni PRATO.
Covid, doccia fredda su Prato: 200 casi In provincia l’incidenza peggiore d’Italia

Scontata la conferma della zona rossa dopo Pasqua. Altro lutto nella famiglia Pampaloni: muore la figlia di Ferdinando

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Doccia fredda per Prato dal bollettino quotidiano della Regione sull'epidemia di Covid-19. Anziché regredire, come tutti sperano, i nuovi casi continuano ad aumentare. Sono 200, secondo la Regione, nelle ultime 24 ore, a cui si aggiunge un altro decesso, una donna di 63 anni che è morta all'ospedale Santo Stefano. Il totale dei contagiati dall'inizio dell'epidemia sale dunque a 17.337 e quello delle vittime a 411. Una crescita apparentemente inarrestabile, nonostante i vaccini (che però continuano ad andare a rilento) che conferma Prato come la provincia toscana dove l'incidenza totale dei casi in rapporto alla popolazione è di gran lunga la maggiore: 6.744 casi per 100mila abitanti, davanti a Pistoia con 6.344 e a Massa Carrara con 5.949, rispetto a una media italiana di 5.971 e a quella toscana di 5.291. Tra i nuovi contagiati spiccano i 35 di origine cinese e i 25 minori di 18 anni.

C'è di peggio. Nell'ultima settimana, fino a martedì 30 marzo, la provincia di Prato risultava essere in Italia quella con la più alta incidenza di casi in rapporto alla popolazione in virtù di un rapporto di 424 per centomila residenti, secondo l'osservatorio quotidiano del Sole 24 Ore. Se invece si considerano anche gli ultimi 200 casi l'incidenza settimanale fino al 31 marzo risulta essere di 455, ben al di sopra della soglia di 250 casi, oltre la quale scatta la zona rossa. Per questo appare scontata la conferma della zona rossa anche dopo le festività pasquali, indipendentemente dal colore che verrà assegnato alla regione.

I ricoveri. L'ospedale Santo Stefano rimane come prevedibile al massimo della sua capienza. Nell'area Covid risultano occupati tutti i 176 posti letto, nella Terapia intensiva Covid ne sono occupati 17 su 20, alle cure intermedie della Melagrana di Narnali restano occupati tutti i 42 posti letto, così come sono occupati tutti i 42 posti letto del Centro Covid Pegaso di via Galcianese.

Casi in aumento anche in Toscana. In Toscana i nuovi casi sono 1.538 in più rispetto al giorno precedente su 17.210 tamponi molecolari e 11.850 tamponi antigenici rapidi. Di questi il 5,3% è risultato positivo. Sono invece 10.281 i soggetti testati per la prima volta (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 15% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono 28.107. I ricoverati sono 1.825 (18 in più rispetto al giorno precedente), di cui 265 in terapia intensiva (stabili). Si registrano 19 nuovi decessi, dieci uomini e nove donne con un'età media di 81,6 anni: 5 a Firenze, uno a Prato, tre a Pistoia, uno a Massa Carrara, due a Lucca, tre a Pisa, due a Siena, due a Grosseto.

C’è lockdown e lockdown. Come in tanti stanno facendo notare in questi giorni, Prato e la Toscana sono formalmente in zona rossa, ma la situazione non è minimamente paragonabile alle chiusure di un anno fa. È vero che le scuole sono chiuse, ma le fabbriche sono aperte e in molti pensano che sia proprio lì la fonte di molti contagi. D’altronde il sistema economico forse non si poteva permettere un altro stop totale e tutti speravano nell’effetto dei vaccini, che per ora non si è visto, anche perché in provincia di Prato a tre mesi dall’inizio della campagna risultano immunizzate con la seconda dose solo 10.636 persone su un totale di 258.000 residenti.

Un altro lutto. Intanto c’è una famiglia che piange per un altro decesso. È quella di Ferdinando Pampaloni, il direttore sportivo del Coiano Santa Lucia morto di Covid meno di un mese fa. Martedì se n’è andata anche la figlia Catia Pampaloni di 55 anni. Anche Catia si era ammalata di Covid ma la scorsa settimana era risultata negativa. Per lei sono risultate fatali le complicazioni dopo un mese di cure contro il virus. Anche il marito è risultato positivo ed è stato ricoverato in ospedale, mentre la madre è stata dimessa dopo diversi giorni passati nel reparto Covid del Santo Stefano.

AstraZeneca, nuovo rinvio. Sono circa 10.000 i toscani che avrebbero dovuto vaccinarsi oggi con l’AstraZeneca e che invece ieri hanno ricevuto un sms dalla Regione nel quale li si informa che l’appuntamento slitta al 7 aprile a causa di un ritardo nella fornitura. L’ennesimo intoppo di una campagna vaccinale deficitaria. —



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