Il Tirreno

Prato

La prima ballerina della Scala modella nel tempio dell’arte

Azelio Biagioni
La ballerina Martina Arduinno e la stilista pratese Eleonora Lastrucci
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La ballerina Martina Arduinno e la stilista pratese Eleonora Lastrucci

Prato, le opere custodite a Palazzo Pretorio fanno da sfondo alla speciale sfilata di Martina Arduino con gli abiti della stilista pratese Eleonora Lastrucci

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PRATO. Moda e arte, un binomio vincente. Gli abiti di Eleonora Lastrucci sono stati protagonisti, insieme alle opere di Palazzo Pretorio, di un servizio fotografico dei capi che la stilista pratese ha ideato ispirandosi proprio alle opere del museo. Modella d’eccezione Martina Arduino, prima ballerina del teatro alla Scala di Milano. Oltre al Pretorio le indossatrici hanno posato pure nella sala rossa di palazzo comunale, nel chiostro di San Domenico e a Casa Datini. «Porto così la moda all’interno di edifici storici e ricchi di cultura – spiega Lastrucci – La prima volta che l’ho fatto è stato lo scorso anno a Palazzo Ducale a Venezia che mai, fino ad allora, aveva aperto le porte per ospitare uno shooting fotografico di moda. Un evento, questo, che vuole mettere in luce le bellezze della città e che farà sicuramente da cassa di risonanza in tutta Italia. Sono poi particolarmente contenta della presenza di Martina Arduino che vesto già da alcuni anni e che è testimonial del mio brand».
La mini collezione “Danza in oro a Palazzo Pretorio” creata dalla stilista è composta da una decina di abiti, con minimo comun denominatore l’oro. I capi, per le foto, sono stati impreziositi dai gioielli Cornier 1757 e al trucco e alle acconciature sono state applicate foglie in oro realizzate dall’azienda Giusto Manetti Battiloro di Campi Bisenzio, leader a livello mondiale nella produzione della foglia d’oro. Le foto sono state scattate da Andrea Varani e Francesco Bolognini, art director Romeo Conte. Per gli abiti eleganti o da gran sera di questa collezione la stilista ha utilizzato le paillettes su pizzo, il lurex e poi un tessuto in foglia oro e ancora seta per finire col macramè dorato. Arduino non era mai stata a Prato e promette di tornarci: «Con più calma – sorride – e da turista così da poter visitare la città». Una volta indossato uno dei primi abiti della stilista, la prima ballerina della Scala si dirige verso la sala dove i fotografi sono pronti ad immortalarla accanto alle grandi opere pittoriche del Pretorio. Il capo d’abbigliamento le calza a pennello e Martina Arduino si muove leggiadra fra quelle tele antiche, con la stessa grazia che porta sul palco ogni volta che balla.
«Conosco Eleonora da alcuni anni – spiega l’artista – ed è un piacere indossare i suoi capi. Sono abiti che sanno esaltare la femminilità, particolarmente eleganti, ed Eleonora ha una grande attenzione nella cura dei dettagli». Poi Arduino parla di quanto le manca il teatro. «Il teatro – confida – è la mia casa. E mi manca tanto, perché mi rende viva. Non solo quando sono sul palco a danzare ma anche come spettatrice». A settembre la Scala aveva fatto un gala di riapertura e Martina Arduino aveva avuto modo di esibirsi, poi di nuovo lo stop agli spettacoli dal vivo. “Ora – termina – stiamo facendo delle prove in teatro per degli spettacoli da trasmettere in streaming. A gennaio ho portato in scena ‘Giselle’. Ci siamo esibiti davanti alle telecamere in un teatro vuoto. Ma senza pubblico non è la stessa cosa che esibirsi davanti al pubblico». —
<SC1038,169> RIPRODUZIONE RISERVATA

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