Il presidio
Riprende il braccio di ferro davanti alla Texprint
Oggi si è svolta un’assemblea nella quale gli operai in sciopero e il sindacato Si Cobas hanno inaugurato la “casa dei diritti”
PRATO. Il braccio di ferro tra i lavoratori in sciopero che aderiscono ai Si Cobas e la Texprint continua. «Abbiamo rallentato e sostanzialmente sospeso lo sciopero per cinque giorni – spiega Sarah Caudiero dal palco del presidio organizzato per far parlare chi ha portato solidarietà – e per questo la nostra battaglia per i diritti di questi lavoratori continua. Tra l'altro abbiamo inaugurato la casa dei diritti davanti al presidio alla Texprint, col nome del nostro slogan 8orex5giorni».
Tanti gli intervenuti a questa assemblea dove c'era distanziamento e tutti avevano la mascherina. Gli interventi sono stati di persone e associazioni le più disparate dall'Anpi del Galluzzo, agli operai della Tnt e ad altri lavoratori. Ma chi ha fatto sentire la sua voce è stato un ex operaio tessile della Cgil in pensione, Mauro: «Dovrebbero provare a lavorare 12 ore per sette giorni la settimana. Questa città non può essere indifferente. Prato e i suoi rappresentanti devono sporcarsi le mani per ridare i diritti a questi operai. Noi abbiamo fatto peggio e sapere che quello che abbiamo conquistato sta scomparendo fa male. La città deve dialogare con la gente perchè deve essere orgogliosa e andare a testa alta per i diritti che verranno ritrovati. Il mio augurio è quello di unirsi a loro e per questo invito tutti a sostenere questa battaglia». E gli atti di solidarietà sono continuati per tutto il pomeriggio.
Dall'altra parte la Texprint ribadisce che «non sono tollerabili condotte violente e richieste estorsive, registrate e depositate in procura, come quelle avanzate dai manifestanti fin dall’inizio dello sciopero e che verso queste condotte criminose che nulla hanno a che vedere con la legittima lotta sindacale non sono comprensibili forme di adesione e sostegno».
Texprint ribadisce la disponibilità della società a valutare le richieste dei singoli lavoratori che, a tutt’oggi, non hanno avanzato per iscritto alcuna rivendicazione e che ciò potrà avvenire solo nelle sedi competenti. Texprint, a causa degli ingenti danni economici alla produzione e all’immagine provocati dalle gravissime condotte illecite del gruppo di facinorosi che ha presidiato l’ingresso della fabbrica, ha preannunciato che fermerà ogni attività se non dovessero cessare le condotte violente tenute in questi ultimi due mesi. La distanza tra le parti è sempre più ampia e l'accordo è sempre più lontano anzi sembra proprio che si vada oltre al semplice aspetto sindacale e ai diritti dei lavoratori.
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