Il presidio
Farmacista abusiva vendeva medicinali non autorizzati contro il Covid
Nei guai una ventinovenne di origine cinese e il rifornitore. In un'altra operazione i carabinieri hanno arrestato i due titolari di un'azienda tessile dove sono stati trovati sette operai irregolari
PRATO. Due arresti e altrettante denunce e alcuni sequestri. E’ il bilancio di una serie di controlli effettati dai carabinieri di Prato, insieme a quelli del nucleo antisofisticazione e ispettorato del lavoro, in alcuni esercizi commerciali e attività produttive gestire da cittadini di origine cinese.
Nella serata di venerdì 26, durante un controllo ad un supermarket di proprietà di una 29enne cinese, i militari hanno accertato che la donna non solo stava esercitando abusivamente la professione di farmacista, ma aveva messo in vendita medicinali privi delle autorizzazioni sanitarie previste. Gli accertamenti hanno permesso di accertare che i medicinali contenevano paracetamolo, in pratica lo stesso principio attivo della tachipirina. All’interno del supermercato sono stati trovati quasi 2.500 confezioni di alimenti sprovvisti delle previste informazioni sulla loro tracciabilità. Sia le confezioni di farmaci e gli alimenti irregolari, sono stati sequestrati. Proseguendo le investigazioni, i carabinieri sono risaliti al commerciante all’ingrosso di cui la donna si era servita per essere approvvigionata di questi prodotti fuorilegge, identificato in una grossista che opera nell’area fiorentina. L’uomo i dovrà rispondere di attività di distribuzione di medicinali in assenza dell’autorizzazione prevista. Il valore del materiale in commercio ammonta a quasi 8.000 mila euro. È stato accertato che dall’inizio della pandemia è aumentato il consumo di questi farmaci nella comunità cinese, utilizzati per prevenire il Covid-19.
Alcuni giorni fa i carabinieri di Carmignano e dell’Ispettorato del lavoro hanno arrestato i due titolari di un’azienda tessile, 55 e 30 anni, di via La Pira, nel comune mediceo. I due impiegavano nella loro azienda sette connazionali irregolari con le norme di soggiorno in Italia. Ora si trovano ai domiciliari in attesa del processo per direttissima.
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