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Prato

il bilancio 

Caritas, i nuovi poveri sono aumentati di un terzo

Azelio Biagioni
Mario Lanza, Ilaria Santini, Massimiliano Lotti e Idalia Venco
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Mario Lanza, Ilaria Santini, Massimiliano Lotti e Idalia Venco

Crescono le richieste di aiuto delle famiglie italiane e ci sono oltre mille minori. Sono 237 le persone che si sono rivolte al centro ascolto

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PRATO. Il Covid ha portato e continua a portare morte, persone in difficoltà, attività che chiudono. Il bilancio non è leggero. Al centro di ascolto della Caritas dal 10 aprile 2020 al 10 gennaio di quest’anno si è verificato un incremento del 27% di quanti si sono rivolti per chiedere aiuto. La cosa che fa riflettere è che fra le richieste ci sono quelle per l’acquisto di psicofarmaci oltre poi a una connessione internet necessaria per quelle famiglie che hanno dei figli e che devono seguire le lezioni a distanza.

Il vescovo Giovanni Nerbini, i co-direttori della Caritas Idalia Venco e Mario Lanza e il vice Massimiliano Lotti hanno presentato il rapporto diocesano sulle povertà in tempo di Covid.

«Abbiamo preso in esame questo lasso di tempo – spiega Lotti – Quello che va da un mese dopo la pubblicazione del primo Dpcm, quello che impose la chiusura dell’Italia, fino alla riapertura delle scuole dopo le restrizioni di Natale».

«I dati fanno emergere situazioni nuove e drammatiche, la crisi economica ha aperto la strada a crisi collaterali, in particolare quella educativa e sociale – dice il vescovo Nerbini – Penso anche al problema della solitudine. Occorre impegnarci seriamente, prima di tutto “politicamente” per la crescita della giustizia sociale, per un’equa distribuzione dei beni, perché a tutti vengano offerte pari opportunità e servizi. Per fortuna c’è tanta gente che si è attivata e si è detta disponibile a dare una mano mettendo in circolo energie e risorse».

«Nei primi mesi del lockdown abbiamo dovuto per forza di cose cambiare modalità d’ascolto – aggiunge Idalia Venco – eravamo abituati a guardare in faccia le persone, abbiamo dovuto metterci a telefono. E le richieste erano davvero tante e diverse». Dal 10 aprile 2020 al 10 gennaio sono state 1.175 le persone che hanno telefonato per chiedere aiuto. Di queste, 237 non avevano mai avuto, prima di quel momento, necessità di rivolgersi alla Caritas. L’aumento nel 2020 è stato del 26,8% mentre l’incremento dei nuovi addirittura del 92,7%. Gli italiani rappresentano il 46,6% di quanti hanno chiesto aiuto, il 53,6% è straniero. Tra le tante emergenze contenute nel Rapporto c’è un numero che sta interrogando la Caritas: delle 2.900 persone bisognose d’aiuto 1.020 sono minori e di questi il 50% vive in famiglie senza reddito o con reddito molto precario.

«La nostra intenzione è quella di mettere in campo insieme alle parrocchie delle iniziative per il sostegno scolastico e altre esigenze che potrebbero avere i bambini e i ragazzi in difficoltà», afferma Massimiliano Lotti. Per quanto riguarda il fondo del “Buon samaritano” (alimentato da Diocesi, Caritas e da privati) in meno di un anno è riuscito a distribuire 164mila euro a 125 famiglie.

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