Il presidio
Borchi rinviato a giudizio per violenza sessuale
Il figlio dell’ex vicesindaco sarà processato dal 4 giugno. Lo accusa una ragazza che all’epoca aveva solo 14 anni
prato. Gabriele Borchi, figlio dell’ex vicesindaco di Prato all’epoca della giunta Cenni, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una ragazza che, secondo la Procura, all’inizio della relazione non aveva ancora compiuto 14 anni.
Atti “consensuali” in principio e non rapporti completi, sempre secondo l’accusa, ma vietati dalla legge in ragione dell’età della parte lesa. Si tratta dell’esito di un procedimento di cui si ebbe notizia nel gennaio 2017, quando Borchi fu messo agli arresti domiciliari in seguito a un’indagine condotta dai carabinieri e coordinata dal sostituto procuratore Antonio Sangermano. Ieri Borchi, difeso dagli avvocati Massimiliano Tesi e Manuele Ciappi, è comparso davanti al giudice dell’udienza preliminare Francesco Pallini. Il pubblico ministero Laura Canovai ha insistito per il rinvio a giudizio, la difesa per il proscioglimento e il giudice ha disposto il processo, che inizierà il prossimo 4 giugno. Borchi si è sempre dichiarato innocente.
Secondo quanto fu spiegato all’epoca, Borchi sarebbe entrato in contatto con la ragazza perché era amico della madre e si era offerto di aiutarla a fare i compiti.
Le indagini iniziarono in seguito alla denuncia presentata dalla madre della ragazza ai carabinieri di Vaiano nell’autunno del 2016 e i fatti contestati si riferiscono al periodo compreso tra la primavera 2014 e il 1° gennaio 2015, quando la ragazza avrebbe troncato la relazione. Tra le contestazioni c’è anche un episodio dell’agosto 2015, un presunto tentativo di toccamenti durante una vacanza all’estero.
Gli avvocati difensori non sono convinti dell’imparzialità delle indagini e nel corso del procedimento hanno chiesto ulteriori indagini che però la Procura ha ritenuto non rilevanti. —
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