Il presidio
Texprint, indagini sul conducente del furgone pirata
Il mezzo non era rubato e dovrebbe essere semplice risalire al proprietario Comunicato dell’azienda: «Non siamo stati noi»
prato. Non sarà difficile risalire al conducente del furgone che venerdì pomeriggio ha forzato il presidio degli scioperanti davanti alla stamperia Texprint di via Sabadell e ha rischiato di investire un operaio. Il mezzo, in base alla targa perfettamente leggibile, non risulta tra quelli rubati e dunque nei prossimi giorni la polizia o i carabinieri, dopo il deposito della denuncia da parte del sindacato Si Cobas, che ieri non è avvenuto, potranno chiedere conto al proprietario chi ci fosse al volante e perché si trovasse in via Sabadell. La proprietà di Texprint intanto si chiama fuori. In un raro comunicato a firma di Hong Bo, l’azienda «dichiara la propria completa estraneità ai fatti occorsi nella giornata di ieri e riportati dalla stampa. La società ha scelto di reagire esclusivamente nelle competenti sedi giudiziarie all'illegittima condotta dei manifestanti che da quasi due mesi si protrae ininterrottamente. La società è certa che la magistratura farà luce su questo episodio e che adotterà ogni misura opportuna nei confronti dei responsabili. A differenza di altri Texprint rifugge ogni comportamento violento e intimidatorio e manifesta piena fiducia nell'operato della magistratura e delle istituzioni competenti confidando in un indifferibile completo ripristino della legalità».
Intanto si muove la politica. «Ciò che non si può accettare – scrive Paolo Gandola, consigliere metropolitano di Forza Italia a Firenze – è che le rivendicazioni si svolgano in un clima di violenza, per questo occorre ricondurre la vertenza nei canali istituzionali preposti con maggior impegno da parte della Regione Toscana e delle altre istituzioni locali affinché si possa al più presto fare piena luce e consentire la ripresa della produzione nel rispetto dei diritti e della dignità di ogni singolo operaio». —
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