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Export in caduta libera nel tessile e nella moda
I dati Istat confermano quelli del centro studi Confindustria: in un anno perso il 19%, il quarto trimestre è il peggiore
PRATO. I dati dell’Istat confermano in modo quasi identico l’analisi conginturale già presentata da Confindustria a inizio anno: nel quarto trimestre 2020: l’export è crollato del 12,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una prestazione inferiore a quella del terzo trimestre, quando il calo era stato del 5,1 per cento, partendo tuttavia da numeri ben più preoccupanti.
Come le analisi sull'export del terzo trimestre avevano già segnalato, la contrazione relativamente modesta di quel periodo era dovuta in gran parte alle consegne effettuate in estate di commesse ricevute anche precedentemente al lockdown: una compensazione che negli ultimi quattro mesi dell’anno non agisce più e che porta la chiusura annuale dell'export a meno18,3 per cento rispetto al 2019, non lontano dal meno 19 indicato dalla rilevazione sulla produzione industriale nel 2020. Con la sola esclusione dell'alimentare, che segna +14,2 per cento nel 4° trimestre e +5,4 come chiusura dell'anno, della farmaceutica e della chimica (rispettivamente +56,6 e +11,4 nel trimestre, ma mentre la prima chiude l'anno a +55,2, la seconda è per il 2020 in territorio nettamente negativo: -28,6), tutti i macrosettori portano a Prato un vistoso segno meno.
La moda segna nel 4° trimestre meno 18,9 per cento, con una chiusura dell'anno a meno 23,4 risultati pressoché identici sia per il tessile che per l'abbigliamento. Il meccanotessile segna nel trimestre e per la chiusura dell'anno rispettivamente meno 31,9 e meno 30 per cento la gomma-plastica meno 4,6 e meno 1,7 per cento. Si confermano quindi anche per l'export le forti criticità che investono Prato in conseguenza della forte concentrazione sul territorio del settore manifatturiero più colpito dalla crisi, la moda.
Pur con le consuete forti differenze settoriali, che si traducono anche in diverse prestazioni territoriali, l'export manifatturiero del territorio complessivo di Lucca, Pistoia e Prato ha avuto nel 4° trimestre 2020 un andamento definibile come di assestamento, per quanto provvisorio e ancora fortemente condizionato dalla pandemia e dalle misure adottate per contenerla. Alcuni risultati positivi o solo moderatamente negativi del terzo° trimestre, dovuti in gran parte alla concentrazione su quel periodo di spedizioni rimaste bloccate durante il lockdown, hanno subito un livellamento verso il basso; viceversa, risultati particolarmente severi del periodo precedente sembrano nel quarto° trimestre incamminati verso un sia pure parziale riequilibrio.—
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