Il Tirreno

Prato

L’emergenza coronavirus 

Covid, altri 168 casi e sette vittime ma il Santo Stefano non è al collasso

Paolo Nencioni PRATO.
Covid, altri 168 casi e sette vittime ma il Santo Stefano non è al collasso

Pesante il bilancio dell’epidemia (12 decessi in due giorni). Trasferito a Prato un paziente da Pescara Rafforzati i controlli in centro nell’ultimo sabato arancione prima delle chiusure da zona rossa

4 MINUTI DI LETTURA







È pesante, per l’ennesimo giorno, il bilancio dell’epidemia di Covid-19 in provincia di Prato. Il bollettino della Regione sull’epidemia segnala 168 nuovi casi (di cui 135 a Prato, nove a Carmignano, otto a Montemurlo, cinque a Poggio a Caiano, cinque a Vaiano e sei a Vernio), in lievissima diminuzione rispetto ai 172 del giorno prima, e ben sette decessi, in pratica un terzo dei 20 che sono avvenuti in Toscana nelle ultime 24 ore, come nei picchi di massimo allarme durante la prima e la seconda ondata della pandemia. Il totale dei contagiati dall’inizio dell’epidemia sale dunque a 14.705 e quello delle vittime a 355. I decessi riguardano due donne di 73 anni e 78 anni di Carmignano, quattro donne di Prato di 77 anni, 80 anni, 84 anni e 89 anni e un uomo di Prato di 84 anni, tutti deceduti in ospedale. In totale sei donne e un uomo. In soli due giorni Prato conta 12 vittime, di cui nove donne.

Ospedale sotto pressione. Resta difficile la situazione sul fronte ricoveri, in particolare all’ospedale Santo Stefano, dove risultano occupati tutti i 129 posti letto dell’area Covid (allargata all’ala nord) e 15 su 20 nella Terapia intensiva Covid. Al completo le cure intermedie della Melagrana di Narnali e occupati tutti i 35 posti disponibili al Centro Pegaso di via Galcianese (che però può allargarsi teoricamente fino a 191). Ma l’ospedale può ancora accogliere pazienti. Ieri pomeriggio alle 14 un uomo di 71 anni ricoverato all’ospedale Santo Spirito di Pescara è stato trasportato in elicottero alla Terapia intensiva di Prato.

Le scuole. Intanto il sindaco Matteo Biffoni, in qualità di presidente di Anci Toscana, torna a chiedere un occhio di riguardo per le scuole. Incassata la chiusura della prossima settimana, chiede che in futuro si valuti la possibilità di non chiudere le scuole, soprattutto le materne in assenza di congedi parentali, convinto com’è che il contagio non avvenga tra i banchi ma piuttosto all’esterno, a causa di assembramenti sui quali promette maggiori controlli.

Poggio, altre strade chiuse. Il Comune di Poggio a Caiano ha esteso l’ordinanza che già la scorsa settimana aveva limitato la possibilità di stazionare in 18 punti della città. Alle zone definite nel testo della scorsa ordinanza si va ad aggiungere il divieto di stazionamento anche in via Vivaldi, via Pellico, via Paganini, via Donizetti, via Toscanini e via don Milani. Divieto di stazionamento anche in tutti i giardini e parchi pubblici a partire da ieri e fino al periodo di permanenza della zona rossa. «Chiedo ancora uno sforzo di responsabilità – dice il sindaco Francesco Puggelli – con l’augurio che queste misure, unite a un’accelerazione decisa della campagna vaccinale, possano portarci presto fuori da questo periodo di restrizioni».

Per tutto il periodo di zona rossa, gli uffici comunali saranno accessibili esclusivamente previo appuntamento obbligatorio tramite il portale E-agenda o tramite il numero di telefono 05587011.

I controlli. Ieri pomeriggio nel centro storico di Prato c’era la solita folla di tutti i sabati da qualche settimana a questa parte, forse per esorcizzare le prossime restrizioni da zona rossa, in vigore da domani. Lo Spritz alle 16 ormai è qualcosa di cui non si può fare a meno. Tanti ventenni, trentenni e quarantenni in giro col bicchiere di plastica, guardati a vista dalle forze dell’ordine. Ieri in particolare il rafforzamento dei controlli è diventato molto evidente. In piazza Duomo erano presenti la postazione mobile dei carabinieri, volanti della polizia, della Municipale e della Finanza, oltre all’Associazione nazionale carabinieri. La postazione mobile della polizia è stata messa in piazza Santa Maria delle Carceri, mentre un presidio fisso della polizia municipale ha stazionato in via Settesoldi, vicino al Gradisca dove i clienti erano in fila per l’aperitivo anticipato, e in via Santa Trinita davanti al Terzo Tempo, stesso discorso. La polizia era presente anche alla stazione del Serraglio per controllare se tra i viaggiatori in arrivo ci fossero persone che hanno violato il divieto di spostarsi da un comune all’altro. Una multa per mancato uso della mascherina è stata fatta dalla Municipale in piazza Mercatale. Sugli spostamenti tra comuni si è scelto di non fare controlli ai confini: troppe strade, troppo complicato. Da domani teoricamente potrebbe cambiare ben poco, perché il servizio da asporto sarà consentito come ora fino alle 18 e rimarrà in vigore il divieto di stazionamento in 16 vie del centro storico dopo le 16 dal venerdì alla domenica. Sempre teoricamente non ci si potrà spostare nemmeno dentro i confini comunali se non per motivi di lavoro, salute o necessità. Ma siccome molti negozi rimarranno aperti, i controlli saranno difficili se non impossibili. Chi fosse fermato potrebbe sempre dire che stava andando in libreria, in farmacia, a comprare un mazzo di fiori o un profumo. Tornando a casa, potrebbe prendere uno Spritz da asporto e anche in quel caso i controllori dovrebbero solo prenderne atto. Il rispetto delle norme anti-contagio, insomma, è demandato alla sensibilità di ognuno. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web