Il presidio
I vaccini arrivati a Prato restano un segreto molto ben custodito
prato. Il numero delle dosi di vaccino antiCovid inviate alla provincia di Prato dall’inizio della campagna, due mesi e mezzo fa, è uno dei segreti meglio custoditi dalle autorità sanitarie locali. Senza un motivo plausibile, va aggiunto.
Quel numero è sulla scrivania del dottor Alberto Anichini, responsabile della farmacia dell’ospedale, la struttura a cui arrivano le dosi e che poi le distribuisce dove servono. Ma col dottor Anichini non si può parlare perché gli manca l’autorizzazione.
Già da una settimana il Tirreno ha chiesto l’autorizzazione alla direttrice dell’ospedale, Daniela Matarrese, senza ricevere risposta. Forse lunedì, dicono dall’Asl.
A che cosa serve quel numero? Serve a capire in quale percentuale le dosi Pfizer, AstraZeneca o Moderna sono state distribuite, ma come detto questo è impossibile, perché manca l’autorizzazione.
Sulle dosi distribuite in assoluto invece si sa tutto, grazie al portale della Regione (vaccinazioni.sanita.toscana.it). A ieri in provincia di Prato risultavano somministrate 16.682 prime dosi e 6.362 richiami. Di queste, 1.090 prime dosi e 780 richiami sono andati agli ospiti delle case di riposo.
In generale la campagna vaccinale in Toscana ha mostrato segni di accelerazione nell’ultima settimana dopo un periodo in cui le dosi scarseggiavano, ma non si sa quante siano ancora nei frigoriferi.
In particolare colpisce la differenza tra le dosi somministrate a Prato e quelle distribuite a Siena o a Pistoia. A Prato, in base al portale della Regione, è stata distribuita una prima dose ogni 15,46 residenti, a Pistoia una ogni 13,12 residenti, mentre l’Azienda ospedaliera senese ne ha distribuite una ogni 9,29 residenti. —
P.N.
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