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Furgone contro gli operai, la Texprint: "Non siamo stati noi"
La proprietà della stamperia di via Sabadell si dichiara estranea all'episodio di venerdì pomeriggio: "Fiducia nella magistratura"
PRATO. Non siamo stati noi. L'autodichiarazione di innocenza arriva dalla proprietà della Texprint, la stamperia di via Sabadell al centro da un paio di mesi di una dura vertenza sindacale e davanti ai cui cancelli, nel pomeriggio di venerdì 12 marzo, un furgone anonimo ha forzato il presidio degli operai in sciopero e ha poi rischiato di investirne uno. In uno dei rari comunicati dell'azienda, a firma di Hong Bo, la Texprint "dichiara la propria completa estraneità ai fatti occorsi nella giornata di ieri e riportati dalla stampa. La società ha scelto di reagire esclusivamente nelle competenti sedi giudiziarie all'illegittima condotta dei manifestanti che da quasi due mesi si protrae ininterrottamente. La società è certa che la magistratura farà luce su questo episodio e che adotterà ogni misura opportuna nei confronti dei responsabili. A differenza di altri Texprint rifugge ogni comportamento violento e intimidatorio e manifesta piena fiducia nell'operato della magistratura e delle istituzioni competenti confidando in un indifferibile completo ripristino della legalità".
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Non dovrebbe essere difficile risalire al conducente del furgone che venerdì pomeriggio ha forzato il presidio. Il mezzo, in base alla targa perfettamente leggibile, non risulta tra quelli rubati e dunque nei prossimi giorni la polizia o i carabinieri, dopo il deposito della denuncia da parte del sindacato Si Cobas, che oggi non è avvenuto, potranno chiedere conto al proprietario di chi ci fosse al volante e perché si trovasse in via Sabadell.
Intanto si muove la politica. "Ciò che non si può accettare – scrive Paolo Gandola, consigliere metropolitano di Forza Italia a Firenze – è che le rivendicazioni si svolgano in un clima di violenza, per questo occorre ricondurre la vertenza nei canali istituzionali preposti con maggior impegno da parte della Regione Toscana e delle altre istituzioni locali affinché si possa al più presto fare piena luce e consentire la ripresa della produzione nel rispetto dei diritti e della dignità di ogni singolo operaio".
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