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Via al taglio di 40 platani infestati dal tarlo asiatico
L’operazione inizierà da oggi, venerdì 12, in via Mozza sul Gorone. L’assessora Sanzò assicura: «Ripianteremo altri alberi e in numero maggiore»
PRATO. L’anaplophora chinensi, conosciuto come il tarlo asiatico, sta attaccando gli alberi della zona di Prato nord. La sua prima conseguenza è quella in sostanza di “bruciare” le piante dall’interno e di renderle estremamente pericolose per una loro successiva caduta. Per questo, partono stamattina i lavori di abbattimento di una quarantina di arbusti, fra cui dei platani, in via Mozza sul Gorone; piante sulle quali il tarlo asiatico ha già attecchito rendendole pericolose e ponte di contagio e diffusione dell'organismo su altre piante vicine, pubbliche e private.
Le operazioni di taglio e sradicamento saranno fatte sul posto. Il tarlo asiatico è un coleottero inoffensivo per l’uomo ma molto pericoloso per le piante perché le larve scavano profonde gallerie alla base del tronco e nelle radici per nutrirsi del legno. La conseguenza di questi danni è il deperimento della pianta. Le piante a rischio sono numerose, in modo particolare le specie arboree come aceri, ippocastani, betulle, noccioli, faggi, platani, querce, salici, olmi e lagerstroemie ma possono essere attaccati anche arbusti molto comuni come rose, rododendri, cotoneastri e laurocera. Insomma, il tarlo cinese non dà tregua. Fra via Paolini e via Mozza sul Gorone sono diverse le piante già attaccate dal coleottero infestante e già fra oggi e domani una buona parte di queste saranno abbattute e trinciate.
«L’abbattimento a questo punto del contagio è obbligatorio anche per la preiscrizione regionale – precisa Cristina Sanzò, assessora alla città curata – la nostra intenzione è di ripiantare quanto prima altri alberi che non siano attaccati dalla anaplophora chinensi e in numero maggiore di quelle tolte». Dopo gli interventi di questi giorni, entro aprile ci sarà la rimodulazione dei posti auto in via Mozza sul Gorone, con l’inserimento di nuove aiuole che potranno ospitare un numero maggiore di alberi rispetto a quelli che verranno abbattuti. Le specie da inserire dovranno rispettare quelle indicate nell’elenco fornito dal servizio fitosanitario.
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