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pasticceria

Ecco l'Ovo di Prato, che unisce il tessile alla tradizione pasquale

Veronica Bonacchi e Andrea Lascialfari con una delle uova
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Veronica Bonacchi e Andrea Lascialfari con una delle uova

Le uova rivestite con gli scarti tessili delle imprese storiche locali. Si potrà acquistare al caffè Il Lanificio di via Roncioni. Collabora la fondazione Ami

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PRATO. Non è Pasqua senza uovo. E non è Pasqua a Prato senza l’Ovo di Prato. Un prodotto artigianale, interamente realizzato a chilometro zero, che parla della città e della sua storia in ogni suo elemento. Soprattutto un simbolo che lega le Festività a uno degli elementi identitari del territorio: la sua preziosa filiera tessile.

A rivestire il delizioso cioccolato – al latte o fondente – prodotto da una pasticceria locale, sono gli avanzi di produzione di aziende della filiera pratese, che tornano al centro della scena sostituendo la più comune carta. E non solo, anche le sorprese raccontano qualcosa della città: utilizzando gli scarti tessili di imprese storiche locali, sono realizzate a mano dalla Fondazione Ami Prato, punto di riferimento per la nascita e per la crescita dei bambini.

Il risultato sono pezzi unici e irripetibili nati da un’idea made in Prato di Andrea Lascialfari, visual designer, pratese dalla nascita, che torna – dopo le due edizioni dell’iniziativa "Bosco Sostenibile" in piazzetta Campolmi – a unire la passione per il mondo del tessile alla volontà di mandare un messaggio di rinnovamento. “Il concetto che gli scarti siano delle semplici ‘pezze’ che hanno finito il loro ciclo, è solo una limitazione che appartiene al passato” – afferma Lascialfari che ha trovato una valida collaboratrice in Veronica Bonacchi, titolare del Caffè Il Lanificio che ha partecipato con entusiasmo alla nascita del progetto.

“Con gli avanzi si possono fare tantissime cose e soprattutto si può valorizzare il territorio legandolo a una delle attività che da sempre scrive la sua storia. Oggi ripartire dall’identità di un luogo è ancora più importante. Nessuno si dimenticherà la Pasqua dello scorso anno e tutto quello che è successo nei mesi successivi e non lo farà nemmeno Prato, che continua a portarne le ferite. Proprio per questo dobbiamo reagire, partire dalle nostre radici e rinnovarci. Come sta facendo la filiera tessile che negli anni ha ampliato i propri scenari, orientandosi sempre più verso un’economia circolare, di recupero. Applicare questa logica ad altri aspetti della vita della nostra città: è questo il messaggio di OvoA chilometro zero e a impatto praticamente zero (o, come si dice in Toscana, appunto, ‘ovo’). Con gli scarti si evita anche di ricoprire la cioccolata con la solita carta che diventerà rifiuto appena aperta, creando piuttosto un articolo unico. Inoltre si tratta di un prodotto personalizzabile che strizza l’occhio al B2B: basta che un’azienda metta a disposizione i propri tessuti o avanzi per poter realizzare un Ovo esclusivo.”

Ovo è pensato in 3 dimensioni – piccolo, medio e grande – per soddisfare le esigenze di tutti, anche dei più golosi, ed è ordinabile online su Instagram “ovodiprato” con ritiro presso il Caffè Il Lanificio di via Roncioni oppure può essere consegnato in tutta la provincia il sabato.


 

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