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L’Asl sospende le visite specialistiche non urgenti
Covid, 104 nuovi casi e quattro decessi. Venti posti letto in più all’ospedale e nel fine settimana aprirà l’ala nord. Giani: «Tempi difficili, siamo in prima linea»
prato. Si aggrava il bilancio dell’epidemia di Covid-19 in provincia di Prato. Sono 104 i nuovi positivi segnalati nei sette comuni della provincia nel bollettino quotidiano della Regione, a cui bisogna aggiungere quattro decessi. Si tratta di Roberto Bigagli, 57 anni, di Prato, Bartolomea Mangione, 65 anni, di Prato, morti al Santo Stefano, Alberto Risaliti di 68 anni (di cui abbiamo dato notizia ieri, morto a Careggi) e Rosalba Nesi, 95 anni, di Montemurlo, morta all’ospedale di Pistoia.
Il totale dei contagiati dall’inizio dell’epidemia è di 13.385, quello delle vittime è di 324. Di fatto siamo dentro alla terza ondata della pandemia. Secondo i calcoli del Tirreno, sulla base del numero di nuovi casi in provincia di Prato comunicati dalla Regione negli ultimi sette giorni (633), l’incidenza settimanale ogni centomila residenti è di 245, molto vicina al limite di 250 superato il quale potrebbe scattare la zona rossa.
Intanto da ieri all’ospedale Santo Stefano sono a disposizione altri posti letto nell’area Covid. Saranno organizzati in modo graduale fino a un totale di 20 già nella giornata di oggi. Lo fa sapere l’Asl Toscana Centro, che al tempo stesso annuncia che sono sospese le visite specialistiche ambulatoriali non urgenti («L’attività programmata e non urgente sarà ripristinata appena possibile»). Una brutta notizia per tutti coloro che aspettavano una visita, magari dopo aver atteso settimane o mesi per ottenere l’appuntamento.
«In questi ultimi giorni si è determinato un incremento di nuovi casi positivi al quale ha avuto seguito una richiesta di occupazione di posti letto di degenza Covid – si legge in una nota – La direzione sanitaria dell’ospedale, in accordo con le direzioni di presidio degli altri ospedali e con la direzione aziendale, effettua giornalmente un constante lavoro di monitoraggio, sulla base dell’andamento della curva epidemiologica, in modo da rimodulare l’assetto organizzativo dell’ospedale e rispondere ai bisogni sanitari».
I 20 posti letto, organizzati in un setting dell’area Covid, si aggiungono ai 79 attualmente presenti e dedicati alla gestione dei pazienti Covid in fase acuta. Al momento, nella Terapia Intensiva sono occupati 15 posti su 20.
Con l’ampliamento dei 20 posti letto Covid, assicura l’Asl, e attività oncologiche, traumatologiche e le urgenze chirurgiche sono comunque sempre garantite.
A partire da questo fine settimana saranno inoltre attivi 22 posti letto Covid nell’Ala Nord dell’ospedale, “Pegaso 3”
«L’attenzione della Regione Toscana e del nostro intero sistema sanitario continua a essere alta nella gestione quotidiana dell’attuale pandemia – commenta il presidente Eugenio Giani – I nostri interventi sono mirati a fornire risposte organizzative puntuali e immediate, che tengono contro della straordinarietà degli eventi che stiamo vivendo a causa dell’emergenza sanitaria, e non solo, determinata dal Covid. È per questo che il nostro monitoraggio è costante e spinto al massimo per programmare al meglio i nostri interventi a livello ospedaliero e territoriale, sulla base dell’andamento della curva epidemiologica. L’implementazione dei posti letto al Santo Stefano di Prato risponde a questa logica organizzativa, che vede impegnati in prima linea tutti i professionisti della sanità con grande spirito di servizio e abnegazione. Questi sono fatti, concreti, reali, sotto gli occhi di tutti, e realizzati sempre in tempi record, nonostante la complessità dei tempi che viviamo».
In tutti i settori Covid le stanze di degenza sono predisposte con pressione negativa ed organizzate dal punto di vista logistico e funzionale rispetto ai percorsi Covid già utilizzati nel presidio. La direzione sanitaria è pronta ad affrontare, qualora si renda necessario, un ulteriore incremento di posti letto Covid. L’Asl ricorda infine che l’accesso all’ospedale è consentito alle persone che devono ricoverarsi, a chi deve sottoporsi ad un esame diagnostico, a chi deve effettuare una visita ambulatoriale. —
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