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la vertenza

Torna la tensione alla Texprint, intervengono carabinieri e polizia

Un lavoratore del presidio simula per il fotografo un'azione di boicotaggio delle merci in uscita dalla stamperia
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Un lavoratore del presidio simula per il fotografo un'azione di boicotaggio delle merci in uscita dalla stamperia

La situazione al presidio con sciopero permanente fuori dalla stamperia cinese è degenerata quando alcuni lavoratori si sono sdraiati per impedire a un furgone di uscire con la merce. Annunciata una manifestazione in centro per sabato 6

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PRATO. Momenti di tensione questa mattina, lunedì primo marzo, alla stamperia Texprint di via Sabadel, dove da una ventina di giorni è in corso uno sciopero con presidio premamente di un gruppo di lavoratori di nazionalità pakistani, sostenuti dal sindacato Si Cobas. Intorno alle 10 alcuni lavoratori hanno cercato di impedire a un furgone di uscire dall'azienda con la merce, un picchetto che si è ripetuto più volte nel corso delle ultime settimane. I lavoratori si sono sdraiati per terra ed è intervenuta la polizia in forze per rimuovere il picchetto. 

Nella concitazione due lavoratori sono rimasti leggermente feriti, mentre altri due sono stati portati in questura per essere identificati e poi rilasciati. La situazione è tornata alla normalità nel giro di pochi minuti, con il presidio dei lavoratori davanti al cancello dell'azienda e le forze dell'ordine - polizia e carabinieri - dalla parte opposta della strada a controllare.

"Ancora una volta non si comprende perché vengano puniti i lavoratori sfruttati che protestano per avere condizioni di lavoro migliori e il rispetto del contratto nazionale e non l'azienda che li sfrutta e di cui uno dei capi è stato arrestato per legami con la criminalità organizzata" dice Sarah Caudiero del Si Cobas. La vertenza è portata avanti da 18 operai sui circa 50 della Texsprint, dove lavorano anche una ventina di impiegati: 70 dipendenti in tutto.

Intanto il Si Cobas annuncia una manifestazione in piazza del Comune per sabato prossimo, 6 marzo, alle 16,30. "Dopo 40 giorni di sciopero e 20 di picchetto permanente davanti ai cancelli dell'azienda - scrivono i due sindacalisti Sarah Caudiero e  Luca Toscano - la lotta dei lavoratori di Texprint riceve il sostegno di decine di cittadini di Prato e dintorni. Nell'ultima settimana tantissime persone hanno continuato a raggiungere il presidio permanente in via Sabadell, nel cuore del Macrolotto di Prato, per portare il loro aiuto concreto. Cibo, tende, mascherine, disinfettante, gazebo, batterie, legna, ombrelloni, frutta, brandine, coperte... Una prova di solidarietà emozionante che dimostra quanto i lavoratori non siano soli nella loro battaglia contro la mafia, per la dignità e il rispetto delle leggi sul lavoro e del contratto nazionale".

"Rivolgiamo a tutta la cittadinanza un invito a continuare a sostenere questa importantissima vertenza - prosegue la nota del Si Cobas - con un supporto materiale nei confronti dei lavoratori. I 18 lavoratori di Texprint si stanno mettendo in gioco in prima persona per mettere un freno al cancro dell'imprenditoria illegale che affligge il distretto tessile".

Vertenza Texprint, M5S: “Gravi episodi che sottolineano una situazione allarmante. Attenzioneremo la questione ad ogni livello istituzionale”

La situazione alla Texsprint è al centro di un intervento del Movimento 5 Stelle a firma del vice capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi, la presidente del gruppo M5S regionale Irene Galletti e i consiglieri comunali di Prato Carmine Maiorello e Silvia La Vita.

“Il presidio permanente ai cancelli della fabbrica di alcuni lavoratori della Texprint, stamperia a conduzione cinese del Macrolotto di Prato - commenta Ricciardi - è l’ennesimo esempio di crisi di un settore, quello tessile, che negli ultimi anni ha visto il dilagare di episodi di sfruttamento della manodopera e illegalità diffusa, al pari dei campi agricoli piagati dal fenomeno del caporalato. Abbiamo registrato l’allarme grazie alle segnalazioni di chi ha avuto il coraggio di sporgere denuncia, molti dei quali sono lavoratori immigrati, ai sindacati, e alla stampa che documenta episodi come questo. Massima solidarietà quindi, ai lavoratori che stanno denunciando sfruttamento, orari massacranti, paghe inadeguate, infortuni gravi e contratti fasulli”.

“Ho scritto una lettera all’assessore Ciuoffo per metterlo a conoscenza della situazione e per saperne di più su cosa la Regione Toscana intenda fare nei confronti di quello che a Prato sta diventando un allarme sociale” aggiunge la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Irene Galletti. "La Regione, in particolare, si è impegnata per promuovere la sicurezza e la legittimità delle pratiche nei luoghi di lavoro, tra le quali vi è proprio il progetto “Prato Lavoro Sicuro”. Durante la mia campagna elettorale abbiamo raccolto le difficoltà degli imprenditori e dei lavoratori della zona, oggi ci sembra venuto il momento di dare loro delle risposte. Incredibile che nel 2021, in Toscana, alcuni lavoratori non abbiano accesso alle tutele e alle garanzie di un contratto in regola. Per come ci viene descritto, la situazione è allarmante”.

“Siamo stati ad incontrare i lavoratori in sciopero permanente dal 18 gennaio” concludono i consiglieri comunali del Movimento Carmine Maioriello e Silvia La Vita, “abbiamo ascoltato le loro ragioni che, se confermate, sarebbero più che comprensibili. La politica in queste situazioni deve fare la sua parte. Il M5S è da sempre vicino ai lavoratori che lottano per veder riconosciuti i loro diritti. Auspichiamo che si possa giungere ad un ragionevole ricomponimento delle parti coinvolte in tempi rapidi anche con la riapertura di un tavolo di trattative presso la Prefettura di Prato".

Solidarietà ai lavoratori coinvolti nella vertenza e ai sindacalisti viene espressa anche dalla segreteria regionale e dala federazione pratese di Rifondazione comunista

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