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scuole e solidarietà

Raccolti 700 euro per Sabri, il cuore dell’istituto Marconi

Maria Lardara
Sabri Jaballah (nel riquadro) e lo sconforto dei colleghi di lavoro il giorno dell'infortunio mortale
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Sabri Jaballah (nel riquadro) e lo sconforto dei colleghi di lavoro il giorno dell'infortunio mortale

La cifra sarà consegnata al padre del ventiduenne morto il 2 febbraio scorso mentre lavorava. Aiuterà a coprire le spese del funerale e del rimpatrio della salma in Tunisia

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PRATO. Lo ricordano ancora come un alunno speciale, impossibile da dimenticare. E il Marconi non dimentica lo studente dal cuore grande divenuto un adulto sui banchi di via Galcianese, una giovane esistenza spezzata da un infortunio sul lavoro. È quasi passato un mese dall’incidente costato la vita a Sabri Jaballah, avvenuto il 2 febbraio alla Millefili di Montale, l’azienda dove lavorava il ragazzo di 22 anni. All’indomani della morte, la scuola promise che avrebbe teso la mano alle famiglia di origine tunisina organizzando una gara di solidarietà fra i docenti, collaboratori scolastici, amministrativi. Promessa mantenuta, un mese dopo: il Marconi ha raccolto oltre 700 euro e, all’inizio della prossima settimana, consegnerà la somma direttamente nelle mani del padre di Sabri, da poco rientrato dalla Tunisia dove è stata sepolta la salma del figlio.

È un legame speciale quello fra il Marconi e la famiglia Jaballah, nutrito di affetto e vicinanza. Il fratello più piccolo di Sabri, che attualmente frequenta la terza media, si è iscritto alle superiori scegliendo proprio l’istituto frequentato dal fratello che si era diplomato in meccanica.

La colletta era stata organizzata per aiutare la famiglia a riportare la salma in Tunisia, dove vivono ancora alcuni parenti stretti di Sabri. Nei giorni scorsi il preside Paolo Cipriani ha telefonato al padre, rimanendo profondamente colpito dal dolore composto di chi ha perso un figlio così giovane.

«Mi aspettavo questa prova di generosità da parte di tutta la scuola: qui si respira un clima familiare, fatto di buoni rapporti – racconta il dirigente scolastico – Quando ho preso la guida di questo istituto, Sabri si era già diplomato. Non ho avuto la fortuna di conoscere il ragazzo ma non c’è persona qui dentro che non mi abbia parlato bene di lui. Il ragazzo si faceva voler bene, era educato e attento, aiutava sempre i suoi compagni di classe. Questo piccolo contributo è per testimoniare la nostra vicinanza alla famiglia in un momento così doloroso e difficile».

Sabri si era diplomato al professionale di via Galcianese nel 2018 ma il suo ricordo è sempre vivo in segreteria e tra i professori: una perdita per tutta la comunità del Marconi che ora è pronta ad accogliere il più piccolo della famiglia emigrata in Italia tanti anni fa. Organizzata nel giro di tre settimane, la maratona di solidarietà ha visto inizialmente la partecipazione del personale e successivamente quella degli alunni, che sono stati coinvolti su iniziativa dei rappresentanti degli studenti che siedono all’interno del consiglio di istituto. Chi poteva, ha dato qualcosa: piccoli gesti che fanno la differenza di questi tempi.

L’incontro fra la famiglia e la scuola sarà anche l’occasione per dare informazioni su come accedere al fondo di solidarietà per i familiari delle vittime sul lavoro, istituito dalla Regione Toscana.

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