Il Tirreno

Prato

l’appello 

«Al Santo Stefano servono camere per chi non è autosufficiente»

Vezio Trifoni
«Al Santo Stefano servono camere per chi non è autosufficiente»

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prato. L’imprenditore e attore pratese Marco Civoli che 30 anni fa rimase paralizzato dopo un tuffo alle Maldive con la possibilità di poter muovere solo il collo è stato colpito dal Covid. Era asintomatico fino a quando c’è stata un’infezione polmonare che lo costretto al ricovero in ospedale.

Ora è stato dimesso ma la sorella Angela sollecita le autorità sanitarie a organizzarsi meglio per assistere i pazienti Covid non autosufficienti, come Marco.

«Mio fratello ha bisogno di una persona fissa 24 ore al giorno perché non ha la possibilità di muoversi – spiega la sorella – In questo anno non si è pensato a strutturare una stanza adibita a situazioni speciali e mio fratello si è ritrovato in una camera come se fosse una persona autosufficiente ma senza nessuno che potesse aiutarlo. A un certo punto non abbiamo avuto più notizie e grazie a contatti interni siamo riusciti a fare delle videochiamate. La mia è una sollecitazione affinché si possano creare delle stanze con un supporto per le persone disabili. Penso alle persone autistiche o chi è come mio fratello impossibilitato a potersi muovere per andare a fare i bisogni o altre necessità. Abbiamo buttato via soldi per tante attrezzature anche inutili e non si è pensato a creare dei reparti ad hoc per queste persone».

Cosa chiedete? «Semplicemente che per queste persone ci sia un’assistenza specifica con delle persone formate – continua Angela Civoli – Mi sono informata che in altri ospedali ci sono dei progetti ad hoc per far entrare i familiari o un’assistenza specifica perché avere il supporto per queste persone è fondamentale. Dopo tre giorni e mezzo per fortuna Marco è stato meglio e l’abbiamo fatto tornare a casa dove ora si sente tranquillo. Il problema era che lui non poteva neanche usare il campanello per chiamare l’infermiere perché non ha l’uso delle mani. In qualche caso non saturava bene ed era terrorizzato e anche noi eravamo davvero in pensiero. Il nostro vuole essere un campanello d’allarme in una situazione grave che capisco è davvero complicata. Le persone con problemi fisici o di altro genere devono essere assistite e anche durante il Covid bisogna cercare di trovare delle soluzioni personalizzate». —

Vezio Trifoni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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