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Prato invitata alla Biennale di architettura a Venezia mette in mostra i progetti

Riccardo Tempestini
Prato invitata alla Biennale di architettura a Venezia mette in mostra i progetti

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prato. La nostra città è stata invitata alla diciassettesima edizione della Mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, la più importante vetrina culturale del mondo, in programma dal 22 maggio al 21 novembre prossimi, già in calendario l’anno scorso ma rinviata per due volte a causa della pandemia di Covid-19.

A questa edizione sono stati invitati 112 soggetti, provenienti da 46 paesi, dislocati ai Giardini, all’Arsenale e a Forte Marghera, oltre a una ventina di eventi collaterali sparsi per tutta Venezia.

“How will we live together?” ovvero “Come potremo vivere insieme?” è il titolo di questa edizione, diretta dall’architetto libanese Hashim Sarkis, che spiega: «È una domanda tanto sociale e politica quanto spaziale, che ogni generazione si pone rispondendo in modo diverso. Più recentemente le norme sociali in rapida evoluzione, la crescente polarizzazione politica, i cambiamenti climatici e le grandi disuguaglianze globali fanno porre questa domanda in maniera più urgente e su piani diversi rispetto al passato».

E Prato è stata chiamata a rispondere con i propri progetti urbanistici, con aspetti sociali, culturali, economici, già realizzati o in corso d’opera o in programma, promossi dal Comune e in particolare dall’assessorato all’Urbanistica, in collaborazione con enti o organizzazioni pubblici e privati.

Nel grande caratteristico spazio del Padiglione Italia all’Arsenale, il più prestigioso, dove verrà allestita la mostra “Comunità resilienti”, organizzata dal Ministero delle attività culturali e curata da Alessandro Melis con Paolo Di Nardo per i rapporti con Prato, i visitatori di tutto il mondo avranno modo di vedere “Riversibility”, ovvero il progetto del Parco Fluviale urbano, “Economia circolare e industrie creative e culturali”, “Prato Giungla urbana” con il parco urbano al posto del vecchio ospedale Misericordia e Dolce, “Tessile e sostenibilità” con cardato riciclato e La città del futuro con la forestazione e rigenerazione urbana. Nel 2018, Prato era fra le sei città europee, insieme a Berlino, Amsterdam, Aarhus, Londra e Vienna, più inserite nel rapporto con le migrazione, grazie al progetto di riqualificazione urbana, “Piazza dell’immaginario”, realizzato al Macrolotto zero. Ora mette in mostra i suoi progetti architettonici. —

Riccardo Tempestini

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