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Prato

vertenza

Mediazione fallita alla Texprint, lo sciopero va avanti

Vezio Trifoni
Il presidio di fronte alla Texsprint organizzato dal Si Cobas
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Il presidio di fronte alla Texsprint organizzato dal Si Cobas

Il sindacato Si Cobas e gli operai di origine pakistana della stamperia delusi dall'incontro in prefettura: "Quando abbiamo posto il problema dell'illegalità ci hanno detto che è secondario"

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PRATO. Il tavolo di mediazione convocato dalla prefettura tra la Texprint, il sindacato Si Cobas e i delegati degli operai non ha trovato soluzioni. «Proseguiremo la vertenza alla Texprint – spiegano Luca Toscano e Sarah Caudiero – da venerdì mattina i lavoratori sono in presidio permanente davanti ai cancelli della stamperia affrontando, per altro, le notti più fredde di questo inverno. La Texprint è la nuova trincea della lotta allo sfruttamento e all'illegalità imprenditoriale su questo territorio».

Il confronto con la prefettura non è bastato, soprattutto perché lavoratori e sindacato si aspettavano risposte sul tema dello sfruttamento. Che non sono arrivate. «Ci auguravamo che le istituzioni si schierassero dalla parte di chi sta scioperando da un mese per il rispetto dei più elementari diritti e per ottenere contratti regolari di lavoro – continua Toscano – ed invece non hanno preso in considerazione la situazione legata al titolare della ditta che ha avuto anche problemi con la giustizia, un dettaglio considerato secondario. Chi sciopera non sta chiedendo la luna: si rivendica il diritto ad un contratto regolare, a non lavorare come schiavi 12 ore al giorno per sette giorni la settimana. A poter usufruire di malattie, ferie, permessi. Gli operai lottano per la vita, in una fabbrica dove le condizioni di sfruttamento hanno prodotto anche gravissimi infortuni, l’ultimo dei quali ha portato alla perdita di una falange delle dita ad un operaio».

«Insieme a tanti altri lavoratori abbiamo deciso di far sapere in che condizioni lavoriamo – spiega un operaio pakistano del reparto di stamperia – non è possibile riposare e lavoriamo 7 giorni su sette senza sosta. Così non è giusto». Si andrà avanti con lo sciopero. «Chiaramente non ci fermiamo – dice Sarah Caudiero – si tratta di un altra tappa di un percorso di lotta e sindacalizzazione che negli ultimi 20 mesi ha già riportato il rispetto dei contratti e della dignità del lavoro in molte aziende del distretto, dalla Tintoria DL della primavera 2019 alla Tintoria 2020 dello scorso dicembre».

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