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Martedì grasso, uscita anticipata L’abitudine è più forte del Covid

Maria Lardara PRATO.
Martedì grasso, uscita anticipata L’abitudine è più forte del Covid

Alcuni istituti hanno fatto uscire prima gli alunni per la festa, genitori indispettiti I presidi si giustificano: è tradizione. Ma quest’anno è servito solo agli insegnanti

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Niente balli, musica e maschere. La sfilata dei carri a Paperino è il ricordo di un passato neanche troppo lontano. Il Covid ha fermato il tradizionale rito del martedì grasso annullando tutte le parate a suon di coriandoli e rendendo impossibili i festeggiamenti all’interno degli ambienti scolastici. Perché allora far suonare prima la campanella per il Carnevale com’è avvenuto in qualche scuola di Prato e provincia? In gergo scolastico la chiamano “lectio brevis”, ovvero l’uscita anticipata che, in occasione di alcune festività, viene deliberata dai consigli d’istituto secondo un calendario ben preciso definito prima dell’avvio dell’anno scolastico (solitamente fra giugno e settembre). Così, ad esempio, si stabilisce di far uscire gli studenti fra le 12 e le 12.30 prima dell’avvio delle vacanze di Natale o di Pasqua. Per il Carnevale, nell’ambito della propria autonomia, gli istituti comprensivi si sono mossi diversamente. Uscita anticipata nei plessi della primaria e materna dell’istituto Nord, idem al Pertini di Vernio mentre al Lippi la campanella anticipata è suonata solo alla materna. E c’è chi, come Laura Saccardi, si chiede perché debba fare orario ridotto il figlio che va alla scuola dell’infanzia. «Decisione fuori luogo. Si è pensato di lasciare il pomeriggio libero perché è Carnevale? Siamo in piena pandemia e non ci sono festicciole ad attendere i bimbi. Solo routine domestica, come da un anno a questa parte». Fa fede perciò la decisione dei singoli consigli d’istituto. Nel caso del Nord, la decisione viene motivata con il rispetto di una consuetudine. «È tradizione quella di far uscire prima i bambini per l’ultimo giorno di Carnevale – puntualizza il preside Riccardo Fattori – La guardia è alta. La lectio brevis non deve essere letta come un via libera a fare baldoria». Uscita senza mensa anche alla materna Toti dell’istituto Lippi. Anche qui la preside Sandra Bolognesi si richiama alla “tradizione”. «Era importante lasciare un momento di festa almeno ai bambini della materna, pur con tutte le limitazioni dovute alla pandemia». Orario regolare all’istituto Marco Polo, dove in questo periodo le classi di Villa Charitas, Guasti e Mazzei stanno seguendo varie attività didattiche legate alla festa della lingua madre. Al Gandhi il dirigente Mario Battiato rivendica la scelta di fare a meno per quest’anno della “lectio brevis”. «A dire la verità abbiamo scelto di fare ponti il meno possibile. Per quanto riguarda il Martedì Grasso, al momento di decidere il calendario in sede di consiglio d’istituto fummo pessimisti sulla possibilità di festeggiare l’ultimo di Carnevale. E in effetti siamo in zona arancione…». Orario pieno anche al comprensivo Mascagni, complice la sicurezza di avere la mensa erogata dal Comune. «Visto che comunque questa sarebbe stata garantita, perché far uscire prima gli studenti? Quest’anno – puntualizza il vicepreside Andrea Papa – non c’era proprio motivo di ridurre l’orario per il Carnevale». —



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