Il presidio
Primi vaccinati al Centro Covid Pegaso La prof : «Così torno in classe serena»
Gli insegnanti che hanno ricevuto le dosi AstraZeneca: «Non siamo virologi, ci fidiamo della scienza» Il sindaco: «Una luce che si accende». Sono 63 i nuovi contagiati, si allarga il reparto al Santo Stefano
La sua esperienza la racconterà oggi in classe. E non avrà niente a che vedere con la materia che insegna al liceo Livi: lo spagnolo. Mai un tampone, mai una quarantena fino a questo momento. Susanna Battistini, docente di 35 anni, è passata direttamente al vaccino AstraZeneca: quello che le è stato somministrato ieri pomeriggio dal dottor Alessandro Farsi, responsabile del centro Pegaso all’ex Creaf, è il primo della fase 2 della campagna vaccinale rivolta al personale scolastico e alle forze dell’ordine nella fascia d’età dai 18 ai 55 anni. Prima vaccinata dei cento docenti che ieri hanno ricevuto il siero antiCovid. Oggi si replicherà con altri 300 vaccinati, altri 300 sabato e altri 300 domenica quando entrerà in funzione anche il distretto di Carmignano dove sono 60 le persone prenotate.
Non nasconde l’emozione la prof Battistini che, quando martedì si è aperta l’agenda vaccinale, si è incollata al portale della Regione per prenotare subito. «Finalmente si torna in classe con la serenità di sapere che si è più protetti. Un dovere verso noi stessi e noi altri». La tabella di marcia è puntuale: avviene alle 14 in punto l’ingresso della prima personale nel padiglione 2 del Pegaso, uno spazio di 1.500 metri quadrati dispiegati su due piani. Tre box a disposizione per le sedute vaccinali che possono arrivare fino a 32 quando si potranno immunizzare fino a 1.500 persone al giorno. Qui si entra ogni tre minuti circa: dopo un’anamnesi generale, si procede con la somministrazione della dose per trattenere poi il paziente in una sala d’attesa (altri 15 minuti di osservazione). La squadra di vaccinatori è composta da un medico, un infermiere e un assistente sanitario: in tutto sono stati reclutati 18 camici bianchi, di cui dieci quelli che hanno risposto al bando nazionale di Arcuri per “vaccinatori”. Piena fiducia nella scienza viene riposta da chi ha aderito alla campagna vaccinale. Come Chiara Volpi, 31 anni, insegnante di scienze motorie al Buzzi. «Non siamo virologi, ci fidiamo dei medici. Del resto, non mi sono mai posta domande sui vaccini fatti finora. Il mondo della scuola aveva bisogno di attenzione». Sia per Chiara che per Susanna, il richiamo avverrà tra 84 giorni. Dopo un’ora, erano state vaccinate 22 persone. Qualcuno ha avuto difficoltà a trovare la sede dell’ex Creaf. Come Simone Calcinai che insegna violino alle medie Bartolini di Vaiano. «Sul portale di prenotazione era indicata via Galcianese, senza specificare il civico. Magari un’indicazione in più servirebbe (l’Asl fa sapere che rimedierà, nda). Non ho avuto un attimo di esitazione con questo vaccino: ho sempre fatto quello contro l’influenza». Elogiata l’alta adesione del personale scolastico, segno di senso civico. «Gli insegnanti si proteggono e proteggono i nostri figli», sottolinea la direttrice dell’ospedale Santo Stefano Daniela Matarrese. Un ambiente protetto quello del centro Pegaso, munito di due letti con il carrello emergenza. Attesa per domani una seconda assegnazione di ottomila dosi provenienti da Pratica di mare: circa duemila quelle in arrivo a Prato. «Lunedì riapriremo le agende di prenotazione – assicura Renzo Berti, direttore del dipartimento prevenzione dell’Asl Toscana Centro – L’obiettivo è vaccinare il 72 per cento della popolazione target entro l’anno». Definito il calendario delle sedute vaccinali con AstraZeneca anche in provincia. «Per ora garantiamo il pomeriggio – fa sapere Lorena Paganelli, direttrice della zona distretto – Lunedì saremo nel distretto di Vernio, martedì a Carmignano, mercoledì a Montemurlo, giovedì a Poggio Caiano e venerdì a Vernio» Dalla prossima settimana, sempre all’ex Creaf, scenderanno in campo anche i 178 medici di medicina generale: a loro toccherà iniettare il siero Pfizer-Moderna ai circa 20mila ultraottantenni residenti su Prato e provincia. Il ritmo sarà di circa 1.080 anziani a settimana: probabile che per le somministrazioni a domicilio si muovano le Usca. L’accordo con i rappresentanti dei medici di famiglia è stato siglato ieri pomeriggio. Se il sindaco Matteo Biffoni ha definito l’inizio delle vaccinazioni «una luce che si accende», per il presidente Eugenio Giani la partita si gioca sul tempo. «La nostra idea è che i vaccini, non appena arrivano, diventino uno scudo protettivo per la popolazione: in frigorifero devono stare il meno possibile».
Intanto ieri a Prato si sono registrati 63 nuovi contagiati, che portano il totale a 11.903. Ma nessuna vittima.
Quanto ai ricoveri, risultano occupati 45 posti sui 50 disponibili nel reparto Covid, 18 su 20 in Terapia intensiva Covid, 18 su 23 al Centro Pegaso e 42 su 42 alla Melagrana di Narnali). «Domani (oggi, nda) – dice Matarrese - apriremo un settore di 12 posti in area medica». —
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