Italia
Il distretto tessile piange Marco Gramigni l’imprenditore che guardava oltre il telaio
L’industriale si è spento ieri all’età di 76 anni. Storico socio di Caverni, si è interessato anche di musica e teatro
prato. Un imprenditore della vecchia scuola, ma capace anche di guardare oltre il telaio, al teatro, alla musica, al sistema museale, con le radici nel mondo della goliardia. Così in queste ore viene ricordato Marco Gramigni, l’industriale tessile morto ieri all’età di 76 anni e il cui funerale sarà celebrato oggi alle 15 nella chiesa di Santa Lucia.
La prima a darne notizia è stata Confindustria Toscana Nord, di cui Gramigni era stato vicepresidente quando ancora si chiamava Unione industriale pratese: «Umanità, equilibrio, bonarietà, unite a una visione ampia e aperta del ruolo dell’imprenditore che comprendeva anche forti interessi culturali e sociali: questa è l’immagine che gli soci pratesi di Confindustria Toscana Nord hanno sempre avuto di Marco Gramigni, ricorrendo a lui per incarichi associativi e di rappresentanza importanti e delicati».
L’associazione industriale lo ricorda ancora come contitolare del lanificio Caverni & Gramigni, ma in realtà quell’esperienza era finita qualche anno fa, quando i due soci storici, Roberto Caverni e Marco Gramigni, appunto, non si trovarono d’accordo su come andare avanti e ognuno prese la sua strada.
Gramigni è stato vicepresidente dell’Unione Industriale Pratese, oggi Confindustria Toscana Nord, per più mandati, nei bienni 1991-1992, 2002-2003 e 2006-2007. Intenso e continuativo anche il suo impegno nel consorzio Pratotrade e nell’Associazione Ex Allievi dell’Istituto Buzzi.
Marco Gramigni è stato anche socio della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e ha ricoperto incarichi – fra gli altri – nella Fondazione Museo del Tessuto, nel Politeama Pratese, nella Fondazione Istituto Internazionale di Storia Economica Francesco Datini e nella Camerata Strumentale Città di Prato. Dopo la separazione da Caverni, attualmente Gramigni era socio insieme alla figlia Giuditta del Lanificio Bisentino ma da qualche tempo, a causa delle sue condizioni di salute, aveva smesso di interessarsi all’azienda.
«Marco Gramigni era stimato e apprezzato come imprenditore e come uomo – commenta il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Francesco Marini – La sua capacità di porsi in sintonia con l’interlocutore ne faceva un collega con cui era facile dialogare e, per molti, un amico su cui si poteva contare. Incarnava una figura di imprenditore pratese perfettamente inserito nella città in tutti i suoi aspetti e nelle sue molteplici attività, sempre disponibile e sempre pronto a vedere il lato positivo e costruttivo di persone, idee, progetti. Mancherà a moltissime persone, a Prato e in associazione. Il nostro più profondo cordoglio alla sua famiglia».
Parole di cordoglio per la scomparsa di Gramigni anche dal sindaco Matteo Biffoni e dall’assessore alla Cultura Simone Mangani. «Se ne va un uomo che ha fatto dell’impegno il tratto distintivo della sua vita – dicono Biffoni e Mangani – Ha mosso i primi passi nel tessile nel lanificio di suo padre per poi diventare un imprenditore capace e dalla mente aperta, protagonista attivissimo della vita sociale e culturale della nostra città. Lo ringraziamo soprattutto per la costante vicinanza e partecipazione che ha sempre dimostrato per il Politeama».
Anche la presidente del Politeama Beatrice Magnolfi esprime profonda commozione per la perdita di Marco Gramigni: «Scompare uno degli imprenditori pratesi che hanno fortemente creduto nel valore della cultura. Marco Gramigni fu uno dei pionieri dell’impresa del Politeama, sempre a fianco di Roberta Betti fin dagli inizi. Ha sempre dato un contributo appassionato e, nonostante la malattia, anche negli ultimi tempi non ha fatto mai mancare la sua partecipazione».
«Stamani, a Roma, ho appreso del triste accaduto – scrive il deputato Giorgio Silli, coordinatore regionale di Cambiamo – È stato un imprenditore fondamentale per il nostro distretto, ma anche e soprattutto un uomo che sapeva cogliere appieno i lati della pratesità: fondatore dell’ordine goliardico del Chiavaccio e animatore primario delle Pagliette dell’Istituto Buzzi, ordini goliardici di cui sono onorato di aver fatto parte. Se ne va un pezzo importante della cultura della mia città».
«Marco non era solo un amico per me, ma una persona con cui poter discutere e parlare di tutto – lo ricorda la consigliera regionale Ilaria Bugetti (Pd) – Un gentiluomo, un imprenditore che rappresentava bene lo spirito di Prato: la generosità, l’imprenditorialità e anche l’attenzione al bene comune. È infatti sempre stato presente e attento a tutto quello che si muoveva in città, come parte attiva e fondamentale in numerose realtà: dall’associazione ex allievi del Buzzi a tante altre nel mondo della cultura e non solo. Era anche un appassionato di gastronomia (faceva parte dell’Accademia Italiana della Cucina). Marco era insomma una persona che si prestava molto agli altri e a dare contributi concreti. Una persona generosa, che tutte le volte che c’è stato bisogno di fare qualcosa per la città non si è mai tirato indietro». —
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