Il Tirreno

Prato

il caso del museo pecci 

Il sindaco assicura «Non chiuderò l’associazione»

Riccardo Tempestini

Biffoni dà precise garanzie dopo l’allarme lanciato da alcuni soci. E l’assessore Mangani annuncia il rinnovo del consiglio scaduto

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prato. «Il Comune non ha alcuna intenzione di chiudere l’Associazione Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci». Così il sindaco Matteo Biffoni rassicura quei soci che si erano rivolti al Tirreno per segnalare alcune “anomalie”. «Non la chiudiamo per due ottimi motivi – spiega Biffoni – E’ un’associazione storica del territorio ed è frutto dell’investimento e della scelta di tanti privati, a partire dalla famiglia Pecci, e del Comune anche se condivido la definizione di “bene pubblico” data nelle domande del Tirreno. Secondo motivo: è uno dei due soci fondatori della giovane Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana ed è pertanto di pochissimi anni fa, 2015, la scelta di un nuovo coinvolgimento dell’Associazione stessa nella gestione del Centro Pecci. Tra l’altro, l’Associazione nomina un consigliere del cda dello stesso Centro Pecci, sarebbe davvero incomprensibile una scelta diversa».Quindi nessun dubbio sulla volontà del sindaco di proseguire lo stretto rapporto di collaborazione nato nel 1988 quando, il Comune di Prato sottoscrisse l'atto fondativo dell'Associazione insieme alla Cassa di risparmio di Prato, entrambe con il versamento di 350 milioni di lire, l'Unione industriale con 100 milioni di lire, 23 aziende con 30 milioni di lire e 43 privati cittadini con 15 milioni di lire. Associazione che ha gestito il museo fino al 2016, quando è stata fondata la Fondazione per l' arte contemporanea in toscana, di cui sono soci fondatori il Comune di Prato e l'Associazione. Qualsiasi iniziativa intrapresa autonomamente da membri del cda della Fondazione riguardo al futuro dell'associazione viene quindi stoppata. A conferma di quanto detto dal sindaco, arriva anche l'annuncio del assessore Simone Mangani sull'aggiornamento, fin da lunedì prossimo, dell’elenco degli incarichi in scadenza nelle partecipate del Comune, con i tre posti nel cda dell'associazione. L'assessore alla cultura assicura che il nuovo consiglio, scaduto da oltre un anno, «verrà rinnovato quanto prima». —

Riccardo Tempestini

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