Il Tirreno

Prato

le conseguenze del virus 

La pandemia chiude 364 attività nel terziario

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prato. Sono 1.051 le aziende cessate nel terziario nel 2020 nella provincia di Prato, il 47% delle cessazioni totali registrate sul territorio. Lo segnala una nota di Confcommercio, aggiungendo che nello stesso periodo si sono registrate anche 687 nuove aperture nei settori del commercio, del turismo e dei servizi. La differenza fa 364 attività in meno.

A soffrire di più, spiega l'associazione dei commercianti, le attività dei servizi di ristorazione che perdono 104 aziende contro solo 23 nuove aperture. E non va meglio ai negozi del commercio al dettaglio con 213 chiusure e 119 nuove iscrizioni in Camera di Commercio. Ciò si traduce in migliaia di posti di lavoro persi e altrettanti in pericolo nei prossimi mesi. «È una fotografia purtroppo annunciata quella che si legge guardando i dati di bilancio del 2020 per i nostri settori - afferma Confcommercio nella sua nota - Le conseguenze della pandemia sono ogni giorno più tangibili sul nostro tessuto economico e sociale, soprattutto per quelle attività del terziario che più di altre sono state colpite da chiusure obbligate, limitazioni orarie, norme stringenti anti-contagio. Pensiamo ai bar, ai locali, ai ristoranti ma anche all’intera filiera degli eventi, a quella della moda, del turismo, ai professionisti. Non ci facciamo illusioni, il 2021 sarà un anno in salita: la ricaduta dell’emergenza accompagnata dall’insufficienza di sostegni per le imprese continuerà a farsi sentire in modo ancora più chiaro». —

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