Il Tirreno

Prato

Covid e salute mentale 

Aumentato il ricorso allo psicologo durante la pandemia

Maria Lardara PRATO.

Lutti, ansia, convivenza forzata con anziani e minori: il Dipartimento dell’Asl ha offerto 623 prestazioni in più 

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C’è chi ha perso i suoi cari e ha avuto difficoltà a elaborare il lutto. C’è chi ha visto ammalarsi un intero nucleo familiare e ha vissuto un vero scompenso emotivo. C’è il minore a lungo “recluso” tra le quattro mura domestiche che è stato indirizzato alla neuropsichiatria infantile e chi, dovendo riprendere in casa un parente anziano malato, ha dovuto riorganizzare la sua vita.

Pianeta Covid e salute mentale. Sono diverse le situazioni raccontate durante i lavori della commissione consiliare 5 dal direttore dell’unità Salute mentale dell’Asl Toscana Centro, Giuseppe Cardamone, e dalla sua collega Sara Masetti. Nell’arco del 2020 il dipartimento della salute mentale dell’Asl ha offerto 623 prestazioni di psicologia in più rispetto al 2019, passando da 4.408 a 5.031 visite. In aumento anche gli accessi alla prima visita psicologica durante la seconda ondata: 245 richieste tra il luglio e dicembre 2020 a fronte delle 188 nello stesso periodo dell’anno prima. Ovvero, in sei mesi 245 pratesi hanno bussato alla porta dello psicologo per la prima volta nella loro vita.

Il numero degli interventi dallo psicologo basta per far squillare un campanello d’allarme. «Bisogna inserire la salute mentale nelle strategie per affrontare la pandemia – auspica Cardamone – Stiamo monitorando tutti i primi accessi ai nostri servizi. A tal proposito, è stata approvata dal comitato etico dell’azienda sanitaria una ricerca unica in Italia, in collaborazione con il servizio di salute mentale di Milano e Caltagirone, per capire gli effetti psicopatologici del contesto pandemico».

Durante la prima e seconda ondata, sono stati attivati supporti psicologici per il personale sanitario e delle case di riposo, servizi di ascolto telefonico dei cittadini. Guarda al futuro il direttore Cardamone, al quale ha dato la parola la presidente della commissione 5 Rosanna Sciumbata. «Ci serve una nuova sede. Siamo ospiti nella struttura del vecchio ospedale ma occorre un ambiente che preveda migliore accessibilità alle cure. Sono da attivare i presidi in via Roma e via Giubilei: oggi più che mai è fondamentale avere un salute mentale capace di avvicinarsi al territorio».

La psichiatra Sara Masetti ha riannodato i fili del rapporto con i medici di medicina generale, i primi a intercettare il bisogno di ascolto e cura del paziente. «Abbiamo seguito con il teleconsulto un’intera famiglia in cui tutti i componenti positivi al Covid hanno avuto uno scompenso». Intanto sempre più cittadini stranieri di seconda e terza generazione si rivolgono allo psicologo o allo psichiatra: i professionisti dell’Asl si misurano ultimamente con casi di disturbo di personalità, episodi di aggressività e “disregolazione emotiva”, uso di alcolici e sostanze stupefacenti. Un fenomeno certamente da monitorare. —



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