Il Tirreno

Prato

Donna stuprata e uccisa a Santo Domingo Il killer tira in ballo un pratese

Paolo Nencioni
Donna stuprata e uccisa a Santo Domingo Il killer tira in ballo un pratese

Arrestato l’assassino reo confesso di una donna di Carpi, fermati dalla polizia i due amici italiani della vittima

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PRATO. Una donna violentata, strangolata e gettata in un frigorifero; un assassino reo confesso; un uomo e una donna arrestati col sospetto di aver avuto una parte nell’omicidio, nel ruolo di mandanti. Sono i protagonisti di una storia a tinte forti che rimbalza in Italia dall’altra parte dell’oceano, dalla Repubblica Dominicana.

La donna uccisa si chiamava Claudia Lepore, aveva 57 anni ed era originaria di Carpi. Il suo corpo senza vita è stato trovato mercoledì nel frigo della sua abitazione di Bavaro, sulla punta orientale di Santo Domingo, dove si era stabilita dal 2009. Il suo assassino si chiama Antonio Lantigua, di 46 anni, che si è consegnato alla polizia giovedì e ha raccontato la sua verità. Ma già dal giorno prima erano stati presi in custodia e sottoposti a fermo due italiani, Ilaria Benati di Modena, l’ex compagna di Claudia, e Jacopo Capasso di Prato, amico di Ilaria che in passato ha gestito un allevamento di pitbull a Carmignano, da qualche anno trapiantato a Santo Domingo dopo aver vissuto in passato anche a Poggio a Caiano, dove la madre gestiva una maglieria.

A far scattare il fermo, racconta Angel Fernandez, un cronista che segue il caso per la testata dominicana Bávaro Digital, è stato un messaggio vocale inviato da Antonio Lantigua a Ilaria Benati: «Pagame mis 200 mil pesos que ya resolví y si no me pagas te va a pasar lo mismo que a ella, te voy a matar», che significa «Pagami i miei 200mila pesos (2.800 euro, ndr) che ho già risolto e se non mi paghi la stessa cosa succederà a te, ti ammazzo».

Quando è arrivato il messaggio, però, il telefono cellulare di Ilaria Benati era già nelle mani della polizia dominicana e quelle parole hanno fatto drizzare le orecchie agli investigatori. Perché di quella minaccia si possono dare almeno due interpretazioni: la richiesta di un credito non riscosso che l’assassino voleva incassare dall’amica della vittima; oppure l’ingiunzione di pagare quanto pattuito per il lavoro commissionato e portato a termine, cioè l’omicidio. La polizia di Santo Domingo propende per la seconda versione e in queste ore sta cercando conferme.

Martedì Ilaria Benati e Jacopo Capasso compariranno davanti a un giudice a Higuey e in quella sede potranno chiarire la loro posizione. A tirarli in ballo sembra sia stato lo stesso Antonio Lantigua, conosciuto come “El Chino”, un tipo poco raccomandabile che in questi giorni era impegnato coi suoi operai a costruire una casa per Ilaria Benati, nell’interno.

Stando alla testimonianza della nonna di Ilaria, che ha parlato con la Gazzetta di Modena, negli ultimi tempi le due donne non erano legate da rapporti economici. Ilaria Benati avrebbe incontrato “El Chino” all’inizio della settimana, forse lo stesso giorno dell’omicidio. L’uomo era da solo, senza gli operai, e avrebbe detto di aver «fatto quello che doveva fare» (i lavori alla casa o l’omicidio?). Nei giorni seguenti Ilaria Benati e Jacopo Capasso hanno notato l’assenza dei cani di Claudia e della sua macchina e sono stati loro stessi a rivolgersi alla polizia per denunciare la scomparsa dell’amica. Perché farlo se fossero stati proprio loro due ad armare la mano del Chino? Il corpo senza vita di Claudia Lepore, legato e imbavagliato, secondo la polizia è rimasto per tre giorni dentro al frigorifero e l’autopsia dovrà stabilire se la donna era ancora viva o già morta quando ci è stata messa. Subito dopo l’omicidio l’assassino ha preso i soldi e la carta di credito che ha trovato in casa e ha speso quasi tutto in pranzi, bevute e scommesse coi dadi.

Quel messaggio vocale finito al destinatario sbagliato gli ha fatto capire che le sue ore erano contate e così, accompagnato dal suo avvocato, ha preferito costituirsi e tirare in ballo i due italiani.

Ha detto la verità o ha voluto solo tentare di alleggerire la sua posizione? È ancora presto per capirlo. La madre di Jacopo Capasso, che vive a Quarrata, ha detto alla Nazione di aver ricevuto una chiamata dal figlio nel corso della quale le avrebbe assicurato che era tutto a posto e che lui si era limitato ad accompagnare la sua amica a denunciare la scomparsa di Claudia Lepore. Una versione tutta da verificare. Quel che è certo è che i rapporti tra Claudia e Ilaria, fino a qualche anno fa socie nella gestione di un bed & breakfast a Santo Domingo, si erano poi guastati e i vicini, racconta ancora Angel Fernandez di Bávaro Digital, dicono di averle viste spesso litigare.

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