Sorpresi in trenta a giocare a Mah Jong nella bisca clandestina: denunciati e multati
Blitz dei carabinieri in un circolo privato di via Becherini, che è stato sequestrato. Contestato il gioco d'azzardo e sono scattate maxi-multe anche per le violazioni alle norme anti-Covid
PRATO. Trenta fra uomini e donne di età compresa fra i 42 e 66 anni sono stati denunciati dai carabinieri dopo essere stati sorpresi a giocare a "Mah Jong" in una bisca clandestina. Per tutti è scattata anche una multa salata per non aver rispettato le norme anti-Covid. Fra i denunciati ci sono due persone ritenuti gestori del circolo privato dove si svolgeva l'attività di gioco d'azzardo. Si tratta di due commercianti di 57 e 66 anni, entrambi residenti a Prato ed originari dello Zhejiang. Per loro è scattata una denuncia per esercizio di giuochi d’azzardo aggravato.
Il blitz è avvenuto la sera di Befana intorno al circolo privato What Ever di via Becherini. Oltre ai carabinieri del nucleo investigativo e del Norm, hanno partecipato gli uomini della polizia municipale. Sono stati sequestrati sei tavoli per il gioco del “Mah jong” con 864 tessere ed 20.000 euro in contanti come volume di gioco accertato. Ai tavoli sono stati trovati 28 giocatori, la maggior parte dei quali donne, di età compresa fra i 42 e i 57 anni, tutti originari della stessa zona dei due titolari dell'attività. Fra di loro, operai e imprenditori del settore tessile e commercianti. Il circolo è stato sequestrato essendo privo delle prescritte autorizzazioni per questo tipo d’intrattenimento ludico e tutte le persone sono state sanzionate in via amministrativa per il divieto d’assembramento.
Il “Mah jong”, o sparviero di canapa, è nato in Cina nel XIX secolo, si gioca in 4 con 144 tessere ed ha delle affinita’ con i giochi di carte di società’ come ramino e scala 40. Le quattordici tessere finali dovrebbero comporre quattro tris e una coppia: 4x3+2=14. questo è lo scopo del gioco. Il primo che ci riesce fa mah jong. La sequenza può essere realizzata con tessere che recano effigi di diverso valore, quindi non vince la partita chi si assicura più mani ma chi realizza più punti. L’azzardo avviene, spiegano i carabinieri, poiché i giocatori, a priori, concordano d’associare ai punti realizzati un valore in denaro, quindi chi fa più punti vince piu’ soldi. Il gioco è approdato in Italia a Ravenna nel 1923 portato da commercianti e venditori ambulanti, per poi diffondersi in seguito nelle nostre città portuali per arrivare ai giorni nostri ove ormai è praticato in tutta la penisola anche da italiani, soprattutto donne.
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