Il presidio
Senza mascherina nella bisca clandestina: trenta denunce
Irruzione dei carabinieri e della polizia municipale in un locale cinese di via Becherini: sequestrati 20.000 euro in contanti. Le donne hanno tentato di nascondere il denaro nelle mutandine
PRATO. Una bisca clandestina con decine di persone, metà delle quali senza mascherina, in pieno lockdown. E' quanto hanno scoperto i carabinieri e la polizia municipale di Prato dopo un'irruzione in un un circolo privato di via Becherini. Trenta cinesi sono stati denunciati per gioco d'azzardo e multati per non aver rispettato le prescrizioni del governo sul contenimento del contagio da coronavirus.
Il controllo di carabinieri e Municipale è scattato dopo una delle tante segnalazioni che in questi giorni arrivano alle forze dell'ordine su possibili assembramenti non consentiti. I militari in borghese si sono appostati all'esterno del locale "What ever", un ex circolo ora ufficialmente chiuso, e hanno atteso che uno degli avventori uscisse all'esterno. In quel momento hanno fatto irruzione intimando a tutti i presenti di non muoversi. Nell'ex circolo sono stati trovati sei tavoli allestiti col gioco cinese del mah jong, una sorta di "ramino" che si gioca con le tessere e nel quale di solito a ogni punto corrisponde una certa cifra in contanti. Sui tavoli e nelle tasche dei giocatori, 28 persone, metà delle quali donne, oltre ai due gestori, sono stati trovati 20.000 euro, che sono stati sequestrati. Ogni tavolo aveva puntate comprese tra i 1.500 e i 2.000 euro. Alla vista dei carabinieri, alcuni giocatori hanno cercato di nascondere i contanti nei calzini. Alcune donne si sono infilate le banconote nelle mutandine ma sono state perquisite e costrette a consegnare il denaro.
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Metà dei presenti, hanno spiegato il tenente colonnello Riccardo Marchi e il capitano Biagio Oddo, erano senza mascherine e per questo tutti sono stati multati (400 euro) per il mancato rispetto delle misure anti-contagio. Come detto, sia i gestori che i giocatori sono stati anche denunciati per gioco d'azzardo.
Non è la prima volta che locali cinesi, clandestini o ufficiali, vengono controllati dalle forze dell'ordine nel periodo di restrizioni legate alla pandemia e si scopre che hanno continuato come se niente fosse la propria attività.
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