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Prato al top per “affari e lavoro” nonostante l’anno nero del tessile

Francesco Albonetti
Prato al top per “affari e lavoro” nonostante l’anno nero del tessile

Le classifiche del Sole 24 Ore: la città al 28° posto nazionale e al terzo in Toscana. Sicurezza: balzo in avanti di 20 posizioni. Bene l’informatica, male cultura e sport

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PRATO. Una posizione in meno rispetto al 2019, ma restando nella fascia alta e al terzo posto in Toscana – dopo Siena e Firenze - fra le province dove si vive meglio. È il quadro che emerge dall’annuale classifica sulla qualità della vita del Sole 24 Ore, che posiziona Prato al 28° posto nazionale, uno in meno dell’anno scorso ed uno in meno di Firenze. Un anno, il 2020, caratterizzato dall’epidemia di Covid e, quindi, molto particolare e sconvolgente. Però la classifica del quotidiano economico tiene conto anche di quello e ci piazza all’86° posto (quindi non bene) per i contagi ogni mille abitanti ma anche al 3° (posizione molto lusinghiera) per il tasso generale di mortalità, ad indicare che i decessi provocati dal virus, uno stillicidio quotidiano soprattutto negli ultimi due mesi, non hanno intaccato più di tanto il buon rapporto fra mortalità e natalità.

In generale, i settori che vanno meglio e fanno restare alta la posizione in classifica, nonostante tutto, continuano ad essere quelli economici: 2ª posizione per “Affari e lavoro”, 13 posti guadagnati rispetto al 2019. Ancora brutte notizie, invece, sul fronte “Giustizia e sicurezza”, anche se c’è un bel balzo in avanti di venti posizioni: dal 92° posto del 2019 si passa al 72° del 2020. Prato continua a non brillare nella “Cultura e tempo libero”, ma la vera debacle è nel settore “Demografia e società”, 69° posto con un balzo indietro di ben 62 posizioni rispetto al brillante 7° posto del 2019. Peggiorano anche “Ambiente e servizi”, 49° posto, ventidue posizioni in meno.

Partendo dai dati economici, colpisce la prima posizione nazionale per il numero di imprese straniere e per le nuove iscrizioni di imprese. Sintomo di vitalità e di integrazione, anche nell’anno del Covid, seppure a qualcuno questo dato possa fare storcere il naso. Bene anche il 25° posto per le imprese femminili e il 15° posto sia per il tasso di occupazione che per il gap di occupazione maschi-femmine. Note dolenti, invece, che confermano le analisi fatte via via nel corso di questo anno infausto, sono il posto numero 107 per la cessazione delle imprese (significa che ne sono state chiuse davvero tante) e il 101° per i fallimenti.

Sul fronte della ricchezza e dei consumi, ottimo 2° posto nella spesa delle famiglie. Fanno da contraltare il tracollo del Pil pro capite (104° posto) e lo spazio abitativo medio (103°). Bene anche gli assegni sociali, 6° posto nazionale. Interessanti alcuni parametri della categoria “Ambiente e servizi”. Pochi i “neet”, cioè i giovani che non studiano e non lavorano, dove Prato si piazza al 12° posto. Bene anche l’uso della carta d’identità elettronica (16° posizione) e la trasformazione digitale (19°). Male invece i titoli di studio (99° posto per le persone con almeno un diploma) e l’ecosistema urbano (69° posto). Passando al parametro che vede Prato da parecchi anni in fondo alla classifica, sul fronte sicurezza c’è un miglioramento, ma non per alcuni singole voci: furti 93° posto, furti nei negozi 87°, indice di criminalità 101° posto. Dove si migliora? Negli omicidi stradali, 11° posto e nelle violenze sessuali, 19° posto.

Cultura e tempo libero sono un altro tallone di Achille. Sconfortano il 100° posto per le biblioteche, il 106° per le librerie, il 99° per l’uso dei fondi europei destinati alla cultura. Male anche il 93° posto per le palestre, l’84° delle piscine, pochi i bar (105° posto) e i ristoranti (69). Spunta invece un notevole 6° per l’utilizzo di internet: pratesi più nerd che sportivi, ma il dato può essere letto anche come l’età mediamente bassa rispetto ad altre realtà italiane. Spunta anche un 7° posto nella partecipazione elettorale. Per finire, il parametro “demografia e società” fa riflettere quando scopriamo che Prato è al 97° posto per il consumo di farmaci anti-depressivi, all’86° per il numero di infermieri e al 62° per quello dei medici.

«Premettendo che queste classifiche lasciano il tempo che trovano – è il commento del sindaco Matteo Biffoni – Sono tuttavia una stimolo a migliorarsi. Dalle posizioni che emergono direi però che Prato regge e tutto sommato si vive ancora bene».

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