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Lavori per cinque anni sulla ferrovia Prato-Bologna e i sindaci non ci stanno

Lavori per cinque anni sulla ferrovia Prato-Bologna e i sindaci non ci stanno

Saranno allargati 40 chilometri di gallerie. Cambiano gli orari con bus sostitutivi e percorsi alternativi. La protesta dei comuni della Valbisenzio e del Bolognese

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PRATO. Si prospettano anni di passione per i pendolari che utilizzano la linea ferroviaria Bologna-Prato. A partire da oggi sarà infatti al centro di importanti lavori di potenziamento infrastrutturale e tecnologico per l’adeguamento agli standard europei del traffico delle merci. L’intervento, a cura di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs), è ritenuto indispensabile per garantire il collegamento dei porti dell’area logistica costiera toscana e del sistema logistico e portuale emiliano-romagnolo con il centro e il nord dell’Europa. Per ridurre l’impatto sulla circolazione dei treni sono state previste tre fasi di intervento, tutte della durata di 12 mesi, che si svolgeranno ad anni alterni.

La prima tratta interessata sarà quella compresa fra Prato e Vernio, dove i cantieri resteranno aperti fino a dicembre 2021. Le modifiche al servizio ferroviario sono consultabili sui canali di vendita delle imprese ferroviarie. Le attività si sposteranno poi fra Pianoro e San Benedetto Val di Sambro (dicembre 2022/dicembre 2023) e tra San Benedetto Val di Sambro e Vernio (dicembre 2024/dicembre 2025). L’investimento complessivo è di circa 500 milioni di euro.

I LAVORI

Previsti interventi all’infrastruttura – gallerie, binari, linea elettrica – e agli impianti tecnologici per la circolazione dei treni, per consentire il passaggio dei treni merci adibiti al trasporto di semirimorchi e container High Cube. L’attività più complessa sarà (autostrada viaggiante) quella di allargamento di oltre 40 km di gallerie, che richiederà la fresatura delle volte, l’abbassamento del piano del ferro e l’adeguamento della linea di alimentazione elettrica dei treni. Contestualmente, fra Vaiano e Pianoro saranno eseguiti lavori di miglioramento dell’accessibilità in tutte le stazioni. In particolare verranno alzati i marciapiedi dei binari (55 cm) per facilitare l’accesso ai treni, realizzati percorsi tattili a terra per ipovedenti, installati gli ascensori e riqualificato il fabbricato viaggiatori. Inoltre, le stazioni di Vaiano e Grizzana saranno attrezzate per permettere il passaggio di treni merci lunghi fino a 750 metri (standard europeo).

MODIFICHE ALL’ORARIO

Rfi, Regioni Emilia Romagna e Toscana e imprese ferroviarie hanno predisposto un nuovo orario ferroviario integrato da un servizio di autobus, valido per tutta la durata dei lavori, che entrerà in vigore oggi. Dal lunedì al venerdì la circolazione ferroviaria sarà sospesa fra Prato e Vernio dalle 9 alle 16 e il servizio garantito con autobus fra Prato e San Benedetto Val di Sambro. Alcuni treni a lunga percorrenza seguiranno percorsi alternativi (via Falconara-Foligno o Pisa-Firenze). Prima delle 9 e dopo le 16 fra Prato e Vernio sarà disponibile un solo binario e il servizio ricalcherà l’offerta attuale.

TRE WEEKEND AL MESE DI CHIUSURA TOTALE

Ogni mese sono previsti fino a tre week end di chiusura totale della linea e impiego di autobus sostitutivi per i collegamenti regionali e per parte di quelli a lunga percorrenza. Questi ultimi, in particolare, usufruiranno di un servizio bus tra Prato e Bologna, con orari idonei a garantire la prosecuzione in treno del viaggio in entrambe le direzioni. I rimanenti treni a lunga percorrenza – fra cui in particolare i collegamenti notturni – seguiranno invece percorsi alternativi. Regolare il servizio sulla linea Alta Velocità Firenze-Bologna.

 

 

 

I SINDACI NON CI STANNO

I sindaci dei comuni interessati dai lavori di adeguamento  della linea ferroviaria Prato-Bologna non ci stanno e chiedono nuovamente risposte concrete sulla questione dei lavori di adeguamento della linea “Direttissima”. Ecco la lettera aperta scritta dai sindaci della Valbisenzio e dell’Appennino bolognese:


“Prendiamo atto della conferma dell'inizio imminente dei lavori di adeguamento della linea Prato-Bologna, che dovevano iniziare a giugno 2018 poi a ottobre 2018 e in ultimo dicembre 2020 e dopo esserci confrontati tra noi. Ribadiamo alle due Regioni la necessità di un maggiore dialogo tra le istituzioni delle due regioni e chiediamo alle stesse di intervenire nei confronti di RFI. e Trenitalia TPER per dar seguito alle nostre richieste e per sottolineare la necessità di avere garanzie dalle due società in merito agli interventi di mitigazione dei disagi per la popolazione sia in termini di impatto dei lavori sia sulla mobilità dei pendolari per i quali è urgente trovare soluzioni alternative adeguate, anche in virtù dell’emergenza sanitaria in corso”.

“Si sottolinea inoltre come, nonostante gli impegni assunti da RFI in quattro anni di incontri, ad oggi non vi sia nulla di concreto né in termini di modifiche richieste all'impostazione dei servizi sostitutivi e neppure  in termini di lavori compensativi per i territori interessati. E' poi inaccettabile che a poche ora dall'inizio dei lavori e, conseguentemente dei disagi, nulla sia stato comunicato ai pendolari, così come che vengano promesse come opere compensative gli adeguamenti di accessibilità delle stazioni, aspetto questo  dovuto che costituisce un obbligo per RFI”.

“Ecco perché ci appelliamo ai nostri rappresentanti di governo delle due Regioni affinché ci sostengano nelle nostre sacrosante rivendicazioni. Abbiamo registrato anche di recente, infatti, la disponibilità delle nostre Regioni a dare voce alle richieste dei territori, ed ora è il momento di far mettere nero su bianco gli impegni che RFI e Trenitalia intendono adottare per limitare i disagi alla popolazione e per soddisfare le richieste dei sindaci interessati circa le opere compensative, però occorre fare in fretta”.

Ribadiamo poi la necessità di rendere operativo ed efficace quanto prima l'Osservatorio permanente previsto per il monitoraggio dei lavori, che nelle prime fasi sarà  fondamentale soprattutto per testare l'efficacia del servizio sostitutivo che, nelle esperienze passate, ha dato risultati assolutamente inaccettabili.

Si sottolinea infine come gli impegni presi tra RFI e le Regioni negli atti sottoscritti nel 2018 siano ancora sostanzialmente disattesi nei fatti, richiedendone il pieno rispetto.

Le amministrazioni locali riconoscono quanto il progetto di RFI possa rappresentare un'opportunità vera di sviluppo per il territorio, solo però a condizione di sostenere anche i bisogni e le politiche di governo dei rispettivi territori e sono pronte a mettere in campo ogni azione perchè i bisogni delle comunità siano ascoltati e soddisfatti.

I sindaci, consapevoli di non avere voce in capitolo, ritengono comunque doveroso porsi al fianco dei pendolari insieme al Comitato pendolari Direttissima per tutelarli più possibile dichiarando che il sistema messo in atto non è al momento per loro assolutamente soddisfacente.”

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