Il Tirreno

Prato

il ricordo dei tifosi 

Bandiere snobbate ma spuntano tanti striscioni

v.t.
Bandiere snobbate ma spuntano tanti striscioni

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prato

Una giornata di grande commozione e di ricordi per tanti pratesi che hanno ricordato quei momenti del Mundial ’82. La scomparsa di Pablito ha ridestato nella mente di tante persone emozioni, ricordi e la propria gioventù. Gli ultras della curva ferrovia del Prato hanno appeso degli striscioni in giro per la città per dare l’ultimo saluto al campionissimo e uno di questi proprio in viale Galilei.

Il sindaco di Prato Matteo Biffoni aveva sollecitato tutti i suoi concittadini ad appendere ai terrazzi un tricolore o qualcosa che rappresentasse la nazionale ma in questo caso la risposta è stata tiepida. Solo pochi hanno sistemato sui balconi i tricolori. In molti hanno preferito lanciare il proprio ricordo sui social. Da Facebook a Instagram o tramite Whatsapp. “Addio e grazie, Pablito” . “Riposa in pace campione” . “Il cielo da oggi è un po’ più azzurro” . “Che la terra ti sia lieve, ciao Paolo”. Tantissimi i messaggi e i post commossi per ricordare l’uomo, prima ancora che il fenomenale calciatore. Un fiume in piena di fotografie di “Pablito”, eroe del campionato mondiale del 1982, mentre indossa la maglia azzurra con il suo numero 20 o con il suo sorriso abbraccia i tifosi o i giovani che l’hanno conosciuto tramite i racconti dei genitori o dei nonni. Ci lascia un “Ragazzo di Prato”, ci lascia Pablito, sarà sempre con noi che abbiamo gioito in quel luglio 1982.

“Ciao Paolo campione del mondo nel calcio e nella vita, vivrai nei nostri cuori”. È la testimonianza più bella di un ragazzo degli anni 80 che al termine della sfida Mundial vinta con la Germania, prima di recarsi col motorino, come hanno fatto tutti i pratesi, a Santa Lucia era passato a salutare i suoi nonni, nati nel 1900, e sul balcone, abbracciati e sorridenti, si baciavano come due ragazzini e salutavano il nipote. “Ecco, Paolo Rossi, e quella nazionale, hanno saputo risvegliare il senso di appartenenza. Grazie per tutte le emozioni che ci hai regalato... sei partito dai campi di calcio di questa città e sei arrivato sul tetto del mondo”. —

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