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Prato

L’ultima visita in città 

Al Pecci disse: «Volevo giocare altre partite»

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Anche il Museo Pecci ricorda con affetto e partecipazione Paolo Rossi, campione del mondo 1982, protagonista il 10 marzo 2019 di un affollato incontro pubblico, in occasione della mostra “Triumph” di Alexandra Mir.

Circondato dai 2.529 trofei raccolti dall’artista all’interno del museo, Paolo Rossi in quell’occasione ha ricordato la sua personale esperienza di trionfo, raccontata nella sua biografia: rispetto alla finale del 1982, Rossi aveva scritto: “Guardavo i compagni, guardavo la folla e dentro sentivo un fondo di amarezza: adesso, dovete fermare il tempo adesso”.

Intervistato dal direttore dell’Ultimo Uomo, Daniele Manusia, riflettendo sul senso di fine inevitabilmente connesso ad ogni vittoria, dichiarò: «È così, finisce una storia che tu vorresti non finisse mai. Da una parte c’è la consapevolezza di aver raggiunto un risultato straordinario, il pensare “ce l'ho fatta”; dall’altra c’è un’altra sensazione, che ti fa pensare “perché non può continuare?”. Avrei voluto che si potessero giocare altre partite, che si potessero avere altri successi. La vittoria, la gioia intensa, sfuma velocemente. Arrivato sul tetto del mondo pensavo: “E adesso?”».

Un senso di vuoto che non ha impedito a Rossi di continuare a giocare (bene) a calcio e di farsi apprezzare come atleta e come persona. —

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