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Sgominato un traffico di droga: 5 arresti e 45 chili di marijuana sequestrata
Blitz dei carabinieri di Prato in Polesine dove avveniva la coltivazione, il cui prodotto finito era poi destinato al mercato italiano ed europeo. Sei componenti della banda erano già finiti in manette durante un'operazione a inizio novembre
PRATO. Partiva dal Veneto un fiorente traffico illegale di droga sotto la lente dei carabinieri di Prato da almeno un mese. Ieri, martedì 1° dicembre, i militari del reparto operativo di via Picasso insieme ai colleghi della Compagnia di Rovigo, hanno arrestato cinque persone, che si aggiungono alle 6 già arrestate a Prato e Pistoia il 3 e 7 novembre scorsi. L'accusa è di produzione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti aggravata in concorso. I cinque arrestati, tutti cinesi, sono Wu Qing Ming, 39 anni, Li Quiang 38 anni, Chen Quiang 47 anni, pregiudicati per reato specifico, Huang Chen Danxiong, 66 anni, e Huang Zhi Fang di 36, tutti nati nel Fujian, irregolari sul territorio e senza fissa dimora.
Prima dell'arresto, durante la perquisizione delle abitazioni e degli annessi agricoli in loro in uso, i cinque sono stati trovati a gestire un luogo di produzione di “cannabis indica” costituito da 610 piante vegete in vaso di varie dimensioni nutrite da impianto d’irrigazione e fertilizzazione ed irradiate da 136 lampade allo iodio da 600 watt ed impegnati nello stoccaggio e confezione di 25 chili d’infiorescenze di marijuana, e nell’essiccazione di altri 20 chili di stupefacente. Il totale della marijuana già lavorata e sequestrata ammonta a 45 chili per un valore medio di mercato stimato in 315.000 euro. Se si somma questa operazione a quella di inizio novembre a Prato e Pistoia, si arriva a 11 arresti, 165 chili di prodotto finito sequestrato ed altri 90 kg di “cannabis” in produzione per un valore medio di mercato stimato in 1.785.000 euro.
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I carabinieri sono arrivati a rintracciare le coltivazioni, attive già dal maggio di quest'anno, seguendo le mosse di Li Quiang, che era già stato arrestato a prato per stupefacenti nel 2017, sempre dal reparto operativo di Prato. Il cinese aveva avuto contatti con i connazionali arrestati il 7 novembre e, con una Wolkswagen “Tiguan”, noleggiata a lungo termine a Prato, faceva la spola tra Lendinara e Prato. L’attività di pedinamento del soggetto ha portato all’individuazione delle fabbriche di marijuana nel Polesine.
Il processo di maturazione della cannabis veniva accelerato a 2 mesi, rispetto ai 3 dati in natura, sia con l’ausilio di fertilizzazione forzata con ormoni sia grazie ad un impianto a raggi Uva da 150 kwh, funzionate h 24 a temperatura ventilata costante di 22 C°. L’impianto elettrico è stato realizzato abusivamente mediante allaccio diretto alla rete di distribuzione dell’energia per un danno stimato in 7.700 euro.
Il Laboratorio di tossicologia forense dell’Universita’ di Bologna ha effettuato un primo esame della sostanza, fortemente nociva (thc a valore 4/5), valutando che da ogni pianta vegeta si potevano ricavare 150 grammi d’infiorescenze pertanto altri 90 chili di marijuana" di tipo “skunk” erano in fase di produzione e presumibilmente destinati sia al mercato italiano che a quello del Nord Europa.
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