Sicurezza
«Lo spacciatore? Io ce l’ho accanto: “lavora” da casa»
Viaggio tra i negozianti del centro storico: più della presenza dei pusher si sente l’assenza dei clienti. E la Pizza del Masini ha gettato la spugna
prato
«Lo spacciatore? Io ce l’ho sotto casa, anzi accanto. È agli arresti domiciliari e continua la sua attività da casa, dalla finestra. I clienti arrivano, lui li rifornisce e loro se ne vanno. Se uno non lo sa, non se ne accorge nemmeno».
È la testimonianza di un commerciante del centro storico, alle prese con la convivenza tra commercio legale e commercio illegale.
In una giornata grigia e fredda di fine novembre il centro storico pratese è vuoto con pochi esercizi commerciali aperti. In piazza san Francesco, davanti alla Sori, c’è la pattuglia dei vigili urbani che controlla gli accessi mentre il parcheggio di solito senza posti è quasi completamente vuoto. Il Bar Magnolfi è chiuso mentre i Francescaioli sono aperti per l’asporto e le consegne a domicilio. «Portiamo la spesa a casa perché abbiamo anche la bottega con i salumi e la verdura – spiega Alessio Santiccioli – L’asporto va abbastanza bene ma le consegne no perché le persone il mangiare se lo fanno a casa. Escono la sera per vedere gli amici e per stare fuori. Qualcuno ci chiama per la pizza e per le zonzelle ma molti lo fanno più per aiutare i commercianti. Sarebbe importante ripartire dal 3 dicembre almeno per l’apertura serale». Anche in via Ricasoli poche persone e mentre le Logge sono chiuse tiene aperto fino alle 15 il Bar Buonamici. «Siamo solo noi, i dipendenti sono tutti a casa – spiega il titolare Andrea Fordiani – facciamo la colazione e il pranzo da asporto per i pochi dipendenti che lavorano in centro perché la maggior parte sono in smart working. È più per dare un servizio, anche perché abbiamo provato a restare aperti fino alle 18 ma a quell’ora non c’è proprio nessuno ed è un po’ pericoloso per la gente che c’è in giro». Anche in via Cairoli gli unici aperti sono Marcellino Pane e Vino che fa le schiacciatine mentre in Piazzetta delle Bigonge il negozio Piumi è online e aperto virtualmente per acquisti di scarpe da uomo e donna. Palazzo Pretorio e i musei sono chiusi e in via Ser Lapo Mazzei rimane sempre aperto per consegne e take away Megabono.
«Chiaramente sono solo e i clienti, siamo aperti anche per la cena, mi chiamano per farsi portare i nostri piatti direttamente in ufficio o a casa – dice Renzo Bellandi – È una situazione incredibile dove si va avanti solo perché non ci sono altre soluzioni. Anche nel fine settimana che di solito c’è movimento e ricordo a tutti che anche dopo le 18 possono venire a prendere da mangiare il coprifuoco è alle 22, abbiamo perso il 70% degli incassi. L’unica nota positiva è stato l’arrivo dei ristori ma ora c’è bisogno di avere altri aiuti. Tra l’altro sto cercando di accedere al contributo a fondo perduto per la filiera della ristorazione, a copertura di acquisti made in Italy ma posso dire che è davvero complesso l’iter e come accedere. Ci devono aiutare non metterci i bastoni tra le ruote».
Secondo Bellandi, più della presenza degli spacciatori bisognerebbe preoccuparsi dell’assenza dei clienti.
Tra coloro che invece hanno deciso di chiudere definitivamente è la Pizza del Masini in via Santa Trinita. «Ci ho provato fino alla fine – dice Marco Masini – ma adesso è definitivo, non riapriremo più». Al contrario sul vetro di Soprattutto Libri c’è una richiesta di personale per il periodo natalizio. «Come ogni anni cerchiamo una persona che possa darci una mano – spiega Simone – noi rimaniamo aperti fino alle 19,30 e in questa fase la vendita di libri è aumentata. Uno studio mirato spiega che le persone hanno necessità di un libro cartaceo rispetto al computer e all’iPad».
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