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Fece lezione nel parco durante il lockdown, la maestra “ribelle” tra le 20 candidate a “donna dell’anno”

Maria Lardara
Francesca Sivieri
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Francesca Sivieri

Francesca Sivieri, oggi insegnante all’istituto Bartolini, aveva fatto parlare di sé per le lezioni ai bimbi nei prati durante il lockdown di primavera. L'iniziativa del settimanale "D" di Repubblica

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PRATO. I bimbi l’aspettavano con una valigia piena di libri da sfogliare in mezzo al verde, dopo i duri mesi del lockdown. Un sindacato a livello locale (la Cisl) l’aveva duramente criticata per quella iniziativa che faceva passare per nullafacenti le altre docenti, salvo poi una brusca marcia indietro dei vertici Cisl che ne avevano al contrario tessuto l'elogio. Alcune colleghe l’hanno rimproverata su Facebook per una presunta violazione di regole che non c’era (a giugno i parchi erano aperti e le letture si svolgevano a distanza), altre invece ne hanno seguito l’esempio dando il via all’iniziativa “Prati nelle storie”.

La storia della maestra Francesca Sivieri, oggi docente dell’istituto Bartolini di Vaiano, fece il giro d’Italia: Il Tirreno fu il primo a raccontarla. Umile, sorridente, innamorata dei libri e del suo lavoro, ancorata a quella “vocazione” che le brucia dentro, la maestra Francesca è fra le venti eccellenze italiane candidate a divenire la donna del 2020 secondo il magazine D–la Repubblica delle donne (si vota su ladonnad.repubblica. it).

Il suo nome spicca in una rosa di volti noti come quello di Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia, una delle voci più innovative della sinistra. Oppure quello della giurista Marta Cartabia, la prima donna a ricoprire il ruolo di presidente della Consulta. Fra i venti nomi di donne che hanno lasciato un segno nel 2020 campeggiano infermieri, biologhe, ricercatrici, avvocate, chimiche, economiste, atlete, professioniste. E poi c’è lei, la maestra di Prato che ha dato voce ai diritti dei bambini in un mondo (quello del primo lockdown) che pareva ignorarli. «Giugno, adulti scongelati dal lockdown, bambini a casa perché le scuole sono chiuse – si legge fra le motivazioni della candidatura – A Prato lei, maestra che non riesce a stare lontana dai suoi alunni, seleziona libri per l’infanzia, sceglie un giardino e li incontra al parco, con giusta distanza e mascherina, per raccontare storie belle fra i fiori».

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