Il Tirreno

Prato

la vertenza 

Regolarizzati venti dipendenti Il sindacato canta vittoria

Regolarizzati venti dipendenti Il sindacato canta vittoria

Si è concluso con un accordo lo sciopero alla tintoria Sunshine del Macrolotto Il Si Cobas: «Abbiamo ottenuto turni di otto ore e due giorni di riposo»

2 MINUTI DI LETTURA





prato

Dopo otto giorni di sciopero e picchetto ai cancelli ai cancelli dell’azienda, è stato firmato nella serata di giovedì l’accordo sindacale che sancisce la regolarizzazione di 20 lavoratori della Sunshine srl, una tintoria a conduzione pachistana in via dei Fossi 14, nel Macrolotto industriale.

Lo ha reso noto ieri il sindacato Si Cobas, che maggiormente si è impegnato nella vertenza.

«Tutti i contratti saranno a tempo indeterminato - si legge in una nota sindacale - eliminando così il ricatto della precarietà in fabbrica, unica indispensabile garanzia per il rispetto del contratto nazionale e di tutti i diritti fondamentali: turni di 8 ore, due giorni di riposo settimanale, ferie, malattie pagate».

Secondo quanto riferisce il Si Cobas, i lavoratori hanno anche ottenuto il «riconoscimento di tutti i diritti sindacali e delle Rappresentanze sindacali aziendali, le assemblee retribuite in azienda e la bacheca sindacale».

«Una grande vittoria con cui il sindacato entra dentro il Macrolotto 1 - commenta il Si Cobas - Anche stavolta lo sciopero dei lavoratori ha messo fine ad una realtà fatta di lavoro nero e grigio, turni massacranti e nessuna tutela.

“8x5” è stato lo slogan che ha accompagnato questo sciopero ad oltranza. Lavorare per 8 ore per 5 giorni. «Una pretesa chiara e semplice - sintetizza il Si Cobas - che però mette in discussione un intero sistema di sfruttamento nel distretto».

Nei giorni scorsi, durante l’agitazione, il sindacato aveva denunciato che alla tintoria Sunshine si lavorava sette giorni alla settimana fino a 12 ore al giorno per uno stipendio mensile di circa mille euro. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani