Il Tirreno

Prato

la struttura messa in quarantena 

Nell’ex scuola S. Caterina c’è un contagiato tra i richiedenti asilo

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PRATO

Tra i richiedenti asilo ospitati nella ex scuola Santa Caterina c’è un caso di positività al Covid. Su indicazione dell’Asl da ieri pomeriggio la struttura di via San Vincenzo gestita dalla Cooperativa 22 della Fondazione Opera Santa Rita è stata posta in quarantena. All’interno si trovano 72 ospiti, giovani uomini provenienti da Paesi dell’Africa, Pakistan e Bangladesh. La persona positiva è già da giorni in isolamento ed è in attesa di essere prelevata e trasferita dal personale dell’Asl in una struttura dedicata.

Il risultato del tampone è arrivato nella serata di domenica 25 ottobre, e non appena è stata appresa la notizia la Cooperativa 22 ha avvertito la Prefettura, l’Azienda sanitaria e le autorità locali. Immediatamente sono scattate le procedure per garantire la sicurezza degli ospiti e del personale, che è stato messo in quarantena fiduciaria, con la possibilità di potersi spostare per fare il tragitto casa-posto di lavoro.

Per la Cooperativa 22 si tratta del primo caso di positività tra i richiedenti asilo accolti nelle proprie strutture. «Abbiamo osservato e stiamo osservando tutte le precauzioni del caso, ma il Covid ha una capacità di insinuarsi anche in situazioni estremamente controllate come la nostra – dice Roberto Macrì, presidente della Fondazione Opera Santa Rita – ma siamo fiduciosi riguardo alla gestione della situazione, perché fin dall’inizio di questa pandemia abbiamo approntato le opportune procedure e predisposto i protocolli di sicurezza in caso di uno o più ospiti positivi».

Tamponi. Alla Misericordia di Prato da alcuni giorni si possono effettuare i tamponi attraverso la modalità drive through. Si tratta di una attività svolta nella sede operativa di via Galcianese per conto dell’Asl. La Misericordia ricorda a tutti gli utenti del servizio che i referti degli esami sono comunicati dalla stessa Asl. L’Arciconfraternita ospita soltanto lo svolgimento dei test nel proprio piazzale. Si invitano i cittadini a non chiamare il numero della Misericordia per avere questo tipo di informazioni, altrimenti si rischia di intasare le linee telefoniche. —

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