Salgono a 53 i contagiati di Villa Amelia Rsa, giro di vite
A Prato e provincia registrati 36 casi, in diminuzione rispetto a lunedì scorso Porte chiuse nelle case di riposo per i visitatori
PRATO
Coronavirus e Rsa, siamo punto e a capo. O perlomeno il rischio c’è. Come fu a marzo, anche le case di riposo per anziani di Prato e provincia stanno chiudendo o hanno già chiuso le porte ieri alle visite dei parenti. L’unico focolaio registrato a Prato nelle Rsa in questa seconda ondata è quello di Villa Amelia dove ieri il totale dei contagiati è salito a 53. Gli ultimi due ospiti risultati positivi al tampone (si tratta di due anziani ultraottantenni e ultranovantenni) sono stati conteggiati nel bollettino quotidiano dell’Asl che ieri registrava 36 casi positivi nella realtà di Prato e provincia. Trend in calo rispetto ai 70 riscontrati lunedì, 446 segnalati nel primi tredici giorni di ottobre: mai un dato così alto dall’inizio dell’epidemia anche se la pressione sui reparti di terapia intensiva è ancora sotto controllo nonostante l’aumento a livello regionale (da 28 a 40 ricoveri dal primo al 13 ottobre, sette sono a Prato). Per effetto di un provvedimento dell’Asl Toscana Centro datato il 12 ottobre e contenente «l’invito a sospendere gli accessi da parte dei visitatori esterni», sono state chiuse le porte di quasi tutte le Rsa pratesi in attesa dell’ordinanza firmata dal governatore Giani. Dagli anziani ai bambini: tra i36 positivi di ieri si segnalano tre minori, fra questi il più piccolo ha tre anni e il più grande ha 4. Altri due casi (uno di Prato e uno di Vernio) sono legati a un evento privato. Da oggi è trasformato in area Covid il settore 6 di “week surgery” dell’ospedale Santo Stefano con l’attivazione sull’immediato di dieci posti letto, con possibilità di arrivare fino a ventidue disponibili. Intanto tornerà a essere una struttura Covid La Melagrana di Narnali che, agli inizi di luglio, era tornata alla normalità ospitando trenta posti letto di cure intermedie in fase post acuta. Un modo per alleggerire la pressione sull’ospedale e dirottare sul territorio i pazienti meno gravi ma non ancora pronti per essere rimandati a casa. «Stiamo valutando in queste ore – spiega Lorena Paganelli, direttrice zona distretto dell’Asl Toscana Centro e della Società della Salute - La decisione non è stata formalmente assunta ma c’è un forte orientamento a utilizzare questa struttura di cure intermedie come già avvenuto in passato». Con il bollettino di ieri il totale dei contagiati dall’inizio dell’epidemia sale a 1.330. —
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