Quarantena in due nidi convenzionati dopo la positività di due bambine
Alla “Casa degli orsi” il provvedimento è durato solo per la giornata di ieri: la piccola era assente ormai da una settimana
prato
In un caso solo un raffreddore, nell’altro febbre alta. Sembravano mali di stagione e invece era Covid quello che ha colpito due bambine che frequentano due asili convenzionati con il Comune ai quali il tampone ha dato responso positivo nel weekend.
I gestori dei nidi “Abbicì” e “La casa degli orsi” hanno fatto scattare prontamente la misura di quarantena preventiva per la “bolla” frequentata dai piccoli. A “La Casa degli orsi”, in centro, la quarantena è durata solo nella giornata di ieri, perché è stato appurato che la bimba positiva risultava assente da una settimana. In pratica, essendosi accorciato a dieci giorni il periodo di isolamento, quest’ultimo era già esaurito.
«Domani (oggi, ndr) tutte le sezioni saranno regolarmente aperte – puntualizza la titolare Eleonora Gori – È chiaro che per i nidi privati, già penalizzati dal lockdown, è dura andare avanti in questa situazione: non sono pochi i genitori che hanno deciso di ritirare i figli. Nell’altra struttura di via Galcianese la presenza si è ridotta».
Protocollo scattato a titolo precauzionale anche per una sezione del nido “Abbicì” per una bimba positiva, assente già da mercoledì: a casa trenta su cinquanta piccoli ospiti, oltre a cinque educatrici.
In sostanza, i gestori sono i primi ad attuare le disposizioni anti-Covid senza aspettare l’Asl. Questo fa sì che i servizi per la prima infanzia si stiano rivelando luoghi più che sicuri.
«È evidente che un nido privato così non si regge – osserva però il responsabile Euclide Ferrara – Gli effetti delle quarantene ricadono sulle famiglie e, a cascata, sulle strutture. I test rapidi sarebbero una soluzione efficace».
Anche la cooperativa Alambicchi, che gestisce i nidi Stacciaburatta e Il Grillo, registra le prime defezioni. «Soprattutto allo Stacciaburatta, dove avevamo iscritti diversi bimbi di origine cinese», raccontano.
Un colpo di acceleratore sarà dato con la possibilità di eseguire test rapidi. Ieri è arrivato ai laboratori del Santo Stefano uno dei quattro macchinari distribuiti dall’Asl per processare i tamponi rapidi. «Ogni macchina sarà in grado di processare 500 test al giorno», spiega il direttore del dipartimento di prevenzione Renzo Berti.
Ieri il governatore Giani ha firmato un’ordinanza con indicazioni operative sui test rapidi nelle scuole. Perché decolli la macchina dei tamponi veloserve mettere i pediatri in condizioni di prescriverli con un apposito codice sul nomenclatore. Questione di ore.
Comunque la macchina della prevenzione viaggia a ritmo serrato.
«È un trincea più profonda di quella che c’era a febbraio – ammette Berti - Non va dimenticato il lavoro dell’ufficio igiene legato alla vaccinazione ordinaria». —
Maria Lardara
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