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Due alunni positivi al Gramsci Keynes Primo caso in un asilo nido comunale

p.n -. m.l.
Due alunni positivi al Gramsci Keynes Primo caso in un asilo nido comunale

Altri 29 contagiati a Prato, tra cui 6 minori. L’Asl riesce a fare in fretta solo la metà dei tamponi e chiede aiuto ai privati. Cinque pazienti in terapia intensiva al Santo Stefano e 14 nel reparto Covid

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Una decina di studenti dell’Istituto Gramsci Keynes di via di Reggiana sono in isolamento domiciliare dopo la scoperta di un paio di alunni positivi al Covid-19.

I due studenti, un ragazzo e una ragazza che frequentano la quarta e la prima classe, sono fratelli. Il primo è risultare positivo è stato sabato il fratello più grande che frequenta la quarta, mentre ieri è arrivata la conferma della positività della sorella che frequenta la prima. «A scopo precauzionale - spiega il preside Stefano Pollini - abbiamo mandato tutta la classe a casa, ma poi l’Asl ci ha comunicato che l’isolamento obbligatorio riguarderà i cinque o sei compagni di classe che erano più vicini al banco della ragazza».

Stesso discorso per il contagio nella classe quarta: il ragazzo era in classe sabato ma lunedì non si è presentato e anche in questo caso l’isolamento è stato predisposto per i compagni che gli erano più vicini. Complessivamente dunque sono una decina gli studenti del Gramsci Keynes in isolamento.

«Ho saputo dell’esito del tampone dai genitori dello studente, dall’Asl non avevo avuto comunicazione - aveva detto martedì il preside Pollini - È questo un aspetto critico da risolvere, quello del rapporto tra dirigenti scolastici e azienda sanitaria». I casi del Datini vanno ad aggiungersi a quelli già segnalati al Brunelleschi, al Livi e al Datini. Al momento si tratta comunque di piccoli numeri su una popolazione scolastica di quasi 36mila studenti.

Ieri si è avuta notizia anche del primo caso di positività in un asilo nido comunale, Il Borgo di via Paisiello a San Paolo. Una decina di bambini che frequentano la stessa classe sono stati messi in isolamento.

Ma la situazione è in continua evoluzione, come confermano i numeri dell’ultimo bollettino della Regione sull’epidemia, che per la provincia di Prato segnala 29 nuovi casi nelle ultime 24 ore, sei dei quali si riferiscono a ragazzi di età compresa tra i 7 e i 17 anni. Tamponi positivi che probabilmente avranno ripercussioni sulle scuole frequentate dai ragazzi.

Scuole chiuse in Valbisenzio.

È di martedì la notizia della chiusura della scuola elementare e della materna di Montepiano, a Vernio. Le scuole sono state chiuse a titolo precauzionale dopo che sono risultate positive al coronavirus una maestra e una custode della primaria frequentata da un alunno già contagiato in ambito familiare. In realtà, la primaria è stata chiusa a titolo precauzionale dal preside reggente Daniele Santagati, per la materna è servita un’ordinanza firmata dal sindaco di Vernio Giovanni Morganti. «I due plessi sono a 100 metri di distanza e ci sono stretti rapporti parentali fra le due scuole», fa sapere Santagati. Nel pomeriggio l’Asl Toscana Centro ha convalidato la quarantena per tutta la scuola primaria che è frequentata da 27 alunni mentre per i 18 bimbi della materna chiusa per effetto di un’ordinanza comunale non c’è stato nessun provvedimento dell’Asl. «La terremo chiusa ancora per qualche giorno - precisa il sindaco Morganti - per capire l'evoluzione del quadro epidemiologico. Finora in quel plesso non abbiamo avuto casi».

Sempre martedì nel corso di un incontro in Provincia era emerso il problema dei tamponi: 4.500 tamponi richiesti per gli studenti dell’Asl Toscana Centro, il 70% dei quali prescritti dai pediatri, di questi circa 900 a Prato. Ma al momento l’Asl è in grado di dare una risposta soltanto per 2.500 test al giorno, circa 500 a Prato. «Non abbiamo focolai nelle scuole, i contagi avvengono in ambito extrascolastico» ha detto Renzo Berti, direttore del Dipartimento di prevenzione. Che la macchina dei tamponi sia già in sovraccarico con l’inverno dietro l’angolo, è emerso dalla conferenza dei servizi a palazzo Banci Buonamici voluta dal presidente della Provincia Francesco Puggelli per fare il punto sulle procedure messe in atto dall’Asl nelle scuole. La comunicazione fra tutti i soggetti coinvolti può diventare problematica soprattutto nel fine settimana, con i presidi spesso lasciati soli nelle decisioni. E poi la tempistica dei tamponi, sempre più rallentata.

Due sono i problemi evidenziati da Berti. Da una parte, la carenza dei punti prelievo in modalità “drive through” (Giovannini e Istituto Medico Toscano in convenzione) che spinge l’azienda sanitaria a chiedere soccorso al privato: il 6 ottobre è uscito un avviso di manifestazione d’interesse con cui l’Asl conta di acquisire da soggetti privati 390mila prestazioni di tamponi nell’arco di sei mesi (il dato si riferisce a tutta l’area vasta), per una spesa di oltre 4 milioni di euro. Dall’altra, mancano all’appello i tecnici di laboratorio.«Fatichiamo a trovarli – lamenta Berti - Stiamo scorrendo la graduatoria».

La situazione in ospedale. Attualmente sono cinque i pazienti malati di Covid ricoverati nella terapia intensiva dell’ospedale Santo Stefano, mentre altri 14 sono ricoverati nel reparto Covid. I numeri sono ancora abbastanza bassi, tenuto conto che la terapia intensiva dell’ospedale può contare su 40 posti letto da destinare all’occorrenza all’epidemia di Covid. —



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