Il Tirreno

Prato

Sfruttamento della manodopera, si costituisce la moglie del titolare

I controlli dei carabinieri in una delle confezioni perquisite
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I controlli dei carabinieri in una delle confezioni perquisite

La donna non era stata trovata a casa quando sono scattati gli arresti: è tornata da Marsiglia ed è stata messa ai domiciliari

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PRATO. Si è costituita la donna cinese ricercata nell'ambito dell'Operazione Massimo, l'inchiesta dei sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Vincenzo Nitti sullo sfruttamento della manodopera cinese e bengalese in alcune confezioni di Prato e che martedì 6 ottobre aveva portato all'arresto di quattro cinesi, tra cui il marito della donna, She Jinquan, ritenuto il titolare occulto dell'attività.

Zhuang Lifang, 41 anni, non era stata trovata nella sua abitazione e in serata è rientrata da Marsiglia e si è presentata al Comando provinciale dei carabinieri, in via Picasso, dove è stata identificata e poi riportata a casa, agli arresti domiciliari.

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Nel corso di un controllo effettuato dai carabinieri alla Confezione Serena nel pomeriggio di martedì, i militari hanno trovato sette operai cinesi, tutti clandestini, che si sono presentati al lavoro per il turno serale. Evidentemente non sapevano nulla di quanto era accaduto in mattinata, cioè degli arresti eseguiti dai carabinieri. Sono parti lese nel procedimento, ma sono stati comunque denunciati per l'ingresso illegale in Italia senza permesso di soggiorno.

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