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All’ennesimo rinvio della causa l’avvocato sbotta: «Vergogna»
Un procedimento civile iniziato nel 2015 è ancora in attesa della sentenza di primo grado: bisognerà attendere fino al 2021
prato
Bisognerà attendere il 2021, se va bene, per conoscere la sentenza del giudice civile su una causa iniziata nel 2015. Secondo l’avvocato Antonia Zaccaria, che rappresenta una delle parti, «è una vergogna».
Si tratta di uno dei tanti processi nati dall’opposizione a un decreto ingiuntivo, in questo caso per la riscossione di crediti professionali. Decreto richiesto nel 2014, emesso nel 2015 e opposto nello stesso 2015. Da quel momento, racconta l’avvocato Zaccaria, ci sono stati ben sette rinvii, l’ultimo «per precisare le conclusioni», alcuni altri per «carenza di organico».
Secondo l’avvocato Zaccaria, che dopo l’ennesimo rinvio si è stufata, si tratta di una vergogna perché secondo il legale i giudici civili del Tribunale di Prato non producono una mole enorme di sentenze. L’avvocato Zaccaria, sulla base dei documenti ufficiali, ha calcolato che nell’ultimo anno giudiziario, cioè dal luglio 2019 al giugno 2020, siano state emesse 112 sentenze dai 7 giudici togati, vale a dire 16 a testa in un anno. La stragrande maggioranza dei procedimenti civili, oltre 700 nello stesso periodo di tempo, sono stati definiti in altro modo, cioè con transazioni tra le parti.
«Nel nostro caso ci sono state varie motivazioni per decidere il rinvio della causa - spiega Antonia Zaccaria - C’è stato un giudice che è andato in maternità, poi c’è stato un Got (giudice onorario di tribunale, ndr), poi è subentrato un togato. Il risultato è che aspettiamo da anni una sentenza che avrebbe potuto essere emessa molto prima». In base alla Legge Pinto sull’irragionevole durata del processo, si considera rispettato il termine ragionevole se il processo non eccede la durata di tre anni in primo grado, due anni in secondo grado e un anno nel giudizio dinnanzi alla Corte di Cassazione. Nel caso del procedimento civile segnalato dall’avvocato Zaccaria il termine sembra abbondantemente superato, considerando che siamo ancora in attesa della sentenza di primo grado. —
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