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Franchi, il “medico” delle aziende pratesi: "Abbasso la febbre se presa in tempo"

Vezio Trifoni
Il commercialista Fabrizio Franchi
Il commercialista Fabrizio Franchi

Il decano dei commercialisti sarà premiato dai colleghi per i suoi 50 anni di attività al fianco delle imprese

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PRATO. I commercialisti di Prato festeggiano oggi il patrono San Matteo e nell’occasione la giornata si aprirà in Cattedrale alle 8,30 con la messa celebrata dal vescovo Giovanni Nerbini. Poi nel pomeriggio al conservatorio San Niccolò verranno premiati anche i commercialisti iscritti all’Ordine da 40 e 50 anni e si proseguirà con un dibattito dal titolo “Dialoghi sulla ripartenza” per portare alla ribalta l’esigenza del rilancio economico in un contesto complesso.

Tra i commercialisti premiati anche Fabrizio Franchi per i suoi 50 anni di iscrizione all’albo.

«I miei primi 50 anni, sì – dice Franchi – Il tempo è corso velocissimo perché fare il libero professionista è sempre stato il mio obiettivo. Mio padre era un impannatore, invece io volevo fare un mestiere dove poter mettere la mia professionalità a servizio degli altri. Ho fatto ragioneria al Nicastro, all’epoca non c’erano altri istituti, e poi mi sono laureato in economia a Firenze. Sono entrato nello studio del ragionere Capecchi e poi nel 1970 mi sono iscritto all’albo e dopo qualche anno mi sono messo in proprio». Questo è un momento dove la professione inizia a creare figure specializzate.

«Io ho fatto un scelta un po’ diversa perché tutti gli studi erano in centro e io ho preferito aprirlo in viale Montegrappa sopra l’Alisped – spiega Franchi – L’ho fatto per i clienti, così avevano un parcheggio vicino all’ufficio. Oltre agli aspetti fiscali di cui ogni azienda aveva bisogno sono stato uno dei primi a offrire la consulenza aziendale e negli anni mi sono specializzato nella ristrutturazione delle aziende con operazioni importanti. Ora ho l’ufficio in via Cecchi davanti alla Questura».

Franchi è sempre stato molto impegnato nell’Ordine professionale. «Sono stato presidente dell’Ordine di Prato per 12 anni e proprio in quel periodo abbiamo creato la confederazione tra gli ordini regionali dove sono stato anche li presidente – continua il decano dei commercialisti pratesi – Poi dal ’98 al 2006 sono stato eletto al consiglio nazionale e sono stato vice presidente e segretario e poi quando c’è stata la separazione tra l’ordine e la commissione di disciplina prima ho presieduto la commissione a Prato ed ora dal 2019 sono il presidente della commissione nazionale. È un riconoscimento dei colleghi perché sono il più anziano, si dice così».

Il rapporto umano coi clienti è una costante dei commercialisti. «Senz’altro i rapporti umani e professionali sono la base e io ho sempre avuto rapporti leali e aperti con tutti in Italia e all’estero». E non sono mancate le soddisfazioni. «Da questo punto di vista quella che mi ricordo con piacere è il convegno organizzato dall’Onu a Vienna all’inizio del 2000 dove ho presentato a tutto il mondo la bozza di riforma della legge fallimentare italiana. Non so a quanti convegni sono stato invitato ed ho partecipato per presentare e discutere le procedure concorsuali. La soddisfazione più grande è andare tutte le mattine in ufficio con lo stesso spirito di quando ho iniziato. «Devo dire che il miglior successo per un professionista è riuscire a intervenire al momento giusto ma nessuno lo deve sapere o percepire perché o se no è troppo tardi, È come curare un’influenza: se la prendi in tempo la febbre si abbassa subito, poi è molto più complicato».
 

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