Giani chiude in piazza delle Carceri e strizza l'occhio alla Cap
Il candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra si è incontrato coi rappresentanti della cooperativa: "Aspettiamo prima di affidare il Tpl ai francesi"
PRATO. Si è fatto aspettare per 45 minuti, ma durante il tragitto da Firenze a Prato l’aspirante governatore del centrosinistra si è ritagliato una sosta lampo per un colloquio con i vertici di Cap, al chiesino di San Giovanni.
Prove di governo per Eugenio Giani, al quale viene servita sul piatto la “patata bollente” del trasporto pubblico locale lasciato in affidamento provvisorio a Cap per un altro mese, in attesa che il servizio passi ai francesi. Sono passate da poco le 22 quando Giani sale sul palco ai piedi del Castello dell’imperatore, circondato dai flash e al ritmo dei Modena City Ramblers con “I cento passi”. Il candidato alla presidenza della Regione ha scelto di chiudere la campagna elettorale nella città di Datini, Malaparte, Filippo Lippi, tutti grandi nomi del passato legati a Prato che citerà dal palco.
Gli ruba uno scatto Ali Ahmed, italiano di origine bengalese, che fa il tifo per Giani. A fare gli onori di casa, il sindaco Matteo Biffoni di fronte a una platea di 500 persone. «È un voto di grande responsabilità per i toscani, che ci porta verso l’orizzonte di una Toscana che prosegue nella crescita. Dall’altra parte, abbiamo lo stato confusionale di chi vorrebbe fare ma nega quelle risorse per poter fare, dicendo no al Mes e al Recovery Fund». Sanità, cultura, sociale con un occhio di riguardo per bambini e anziani, con la proposta di rendere gratuiti i nidi per le famiglie con un Isee inferiore a 40mila euro.
«Assumeremo 3.300 medici e infermieri che avranno un contratto a tempo indeterminato entro la fine dell’anno» annuncia Giani. Che sull’affidamento del trasporto pubblico locale, ormai diventato una guerra a colpi di carte bollate dei tribunali, dimostra una posizione di discontinuità rispetto a Rossi. «Non me la sono mai sentita di condividere l’affidamento a una società francese. Sarò il primo a rispettare la legalità ma prima dell’affidamento sarà bene aspettare che si pronunci il consiglio di Stato. Se dovessero emergere irregolarità, sarò libero di assumere posizioni giuste nel rispetto dell’interesse generale».
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Nel pomeriggio era stato Tommaso Fattori, candidato di Toscana a Sinistra, ad aprire in piazza del Comune la carrellata pratese di candidati a governatore. Con lui, il candidato pratese Tommaso Chiti. «Mentre gli altri partiti fanno appello a un voto di paura – ha detto Fattori – paura della Lega che vinca, paura dei migranti, noi facciamo appello a un voto di coraggio che faccia davvero la differenza per fronteggiare il partito trasversale degli affari che dal Pd, alla destra a trazione leghista, fino ai pentastellati che si sono accomodati al governo con entrambi questi due partiti, segni davvero il passo per rilanciare uno sviluppo ecosostenibile e solidale». Fattori ha rilanciato i punti forti del programma, il rilancio dei beni comuni, dall’acqua pubblica alla sanità pubblica, fino al trasporto di qualità: «Siamo per le piccole opere utili ad una piana già abbastanza ingolfata, contro le grandi opere inutili e dannose fatte solo per gli interessi di pochi. Quindi contro l’aeroporto e contro gli inceneritori, per un modello di sviluppo a rifiuti zero e a mobilità sostenibile»
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