Il presidio
Tampone sempre col raffreddore «Un bel problema»
prato
«Sì, il raffreddore è un bel problema» sospira Alessandra Salvati, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Lorenzo Bartolini” di Vaiano. Lunedì tre alunni che avrebbero dovuto tornare a scuola, alle elementari, dopo sei mesi di stop, sono stati costretti a rimanere a casa perché, chi più chi meno, presentavano i sintomi riconducibili al raffreddore. Che l’anno scorso sarebbero stati liquidati con un’alzata di spalle dalle bidelle, ma che quest’anno rischiano di far saltare settimane di lezione agli studenti e settimane di lavoro ai genitori. Il problema è che, come conferma la preside, «ci risulta che ai pediatri sia stato detto di ordinare tampone agli studenti che hanno sintomi da raffreddore prima di riammetterli a scuola con un certificato che attesti l’assenza di contagio da Covid».
È una ricostruzione verosimile, confermata da altre segnalazioni che arrivano da scuole della provincia. In teoria le linee guida del Comitato tecnico scientifico in caso di sintomi da raffreddore prevedono che i genitori contattino il medico di famiglia o il pediatra (nella stragrande maggioranza dei casi) e che deve essere il medico a stabilire se è necessario un tampone oppure se i sintomi non sono riconducibili al Covid. In pratica invece c’è il rischio che il pediatra, per evitare future grane, prescriva sempre o quasi sempre il tampone.
Il problema non si porrebbe se, come promesso dall’assessore regionale Cristina Grieco, fossero già disponibili nelle scuole i test diagnostici rapidi e un medico di riferimento che possa intervenire in tempi rapidi. Ma i test ancora non ci sono e sui medici siamo ancora in alto mare. Dunque in queste prime settimane di scuola il problema c’è, eccome. E non solo per il raffreddore. Al tecnico industriale Buzzi di Prato due alunni sono in quarantena per i contatti con familiari positivi; altri due sono in quarantena al Dagomari per lo stesso motivo. Uno dei due si è già negativizzato al secondo tampone, mentre l’altro è ancora in attesa. —
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